Il critico non più soprintendente, ma tenta un nuovo assalto Vittorio Sgarbi, bocciato dalla Corte dei Conti, non è più soprintendente al polo museale di Venezia. Ma vuole tornare comunque in laguna. E al ministero per i beni e le attività culturali non è stato ancora notificato nulla, da parte della magistratura contabile: per questo è stata nominata una reggente, Annamaria Spiazzi, per attendere le comunicazioni ufficiali della Corte. Con Sgarbi che ha scelto di prendere quindici giorni di ferie, attendendo lo sviluppo della situazione e il lavoro dei legali. In via del Collegio Romano si vive con tranquillità la sorte dell'ex sottosegretario, che non manca di farsi vedere negli uffici: dopo aver partecipato a una conferenza stampa al Maxxi di via Guido Reni, dove era presente Francesco Maria Giro (il vice di Sandro Bondi), l'altro giorno Sgarbi ha contattato diversi dirigenti ministeriali. Le voci che girano sul futuro del critico d'arte sono quasi infinite: ha già occupato i ruoli di dirigente generale dell'assessorato alla cultura della regione Sicilia, di alto commissario della villa del Casale a Piazza Armerina, e molto altro ancora. E Sgarbi, che voleva fare l'assessore capitolino alle politiche culturali al posto di Umberto Croppi, con il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha ancora il dente avvelenato: tanto che si era sparsa anche la voce di un suo arrivo nella struttura del Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale. L'amicizia con Emmanuele Emanuele, il numero uno dell'istituzione culturale, è solida: tanto che l'attesa mostra dedicata al genio di Lorenzo Lotto, in programma l'anno prossimo nelle sale delle Scuderie del Quirinale, arriverà anche a Venezia proprio grazie a Sgarbi. Intanto a Venezia sta procurando alcuni grattacapi la scelta di Vittorio di ingaggiare la pornostar Vittoria Risi, che si è resa protagonista di uno spogliarello nelle sale di palazzo Grimani, davanti al dipinto di Giorgione «La nuda». Intanto il critico d'arte lancia una nuova sfida, quella di una forza militare internazionale dedicata alla salvaguardia delle opere d'arte, cominciando con la tutela dei capolavori presenti in Iraq e nel Kosovo: «Ritengo che ciò che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità debba godere di una vigilanza internazionale indipendente. Devono essere tutelati siti e musei e per questo credo che siano necessari dai 40 ai 50 mila militari ben equipaggiati, proprio come gli americani. Gli stessi iracheni, che non sono, credo, un numero sufficiente, sarebbero soggetti a minacce, ritorsioni o potrebbero essere presi in ostaggio. E certo non possono essere lasciati presidi solo in qualche punto». Per questi obiettivi «si potrebbe creare una sorta di polizia internazionale che tuteli i siti di rilievo e i musei come quello di Baghdad: presidi consistenti data la forza dei combattenti iracheni. Quando in un paese come l'Iraq o il Kosovo si smobilitano le forze militari internazionali, purtroppo si smobilita anche la sicurezza. Il problema c'è ma la soluzione è difficile».
Sgarbi vuole riprendersi Venezia
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi non è più soprintendente al polo museale di Venezia, ma continua a cercare di tornare al suo posto. La Corte dei Conti ha bocciato la sua nomina, ma non è stata ancora notificata nulla al ministero per i beni e le attività culturali. Sgarbi ha scelto di prendere quindici giorni di ferie, attendendo lo sviluppo della situazione e il lavoro dei legali. Mentre intanto, Sgarbi continua a cercare di tornare al suo ruolo di dirigente, con voci che girano sul suo arrivo al Palazzo delle Esposizioni di Roma e alla regione Sicilia.
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