Ma il presidente Taiti critica la scelta della Soprintendenza PRATO. Il sindaco Roberto Cenni chiude un occhio sull'estetica e lascia aperto l'altro che vede un intervento in favore dei disabili. Il presidente della Circoscrizione Centro, Massimo Taiti, un occhio non riesce proprio a chiuderlo. L'ascensore installato all'esterno del Castello dell'Imperatore per lui è una bruttura più unica che rara. «L'abbattimento delle barriere architettoniche e la messa a punto dell'elevatore al Castello dell'Imperatore, fatto seguendo le indicazioni della Sovrintendenza - ha detto il sindaco Cenni -, ha generato il manifestarsi di opinioni diverse, facendo perdere di vista quello che è invece l'obiettivo di ogni comunità civile. Ovvero garantire pari opportunità in tutti i campi, soprattutto di non discriminare alcuno. Credo che il vero sfregio e la grave deturpazione siano rappresentati dalla scarsa sensibilità e dalla carenza di attenzione verso chi è costretto a vivere la città in maniera disagiata. Penso alla cattiva cultura del parcheggio selvaggio specie sui marciapiedi e alla vasta giungla - nel settore pubblico e più spesso in quello privato - delle barriere architettoniche». «Quanto a soluzioni diverse - ha proseguito il sindaco -, mi riferisco ad entrate cosiddette secondarie, è esattamente quello che non vorrei per la nostra città. Perché la testimonianza di una sensibilità non è da nascondere, bensì da guardare come segno di civiltà e di non discriminazione». Giusto, ma l'accesso per i disabili in Duomo, facendo un esempio su tanti, è posto lateralmente e non all'ingresso principale, proprio su indicazione della Soprintendenza. E nessuno si è mai scandalizzato. Armonia estetica e diritti civili possono, se si vuole, procedere di pari passo. «Il progetto che sta cambiando permanentemente i connotati del Castello dell'Imperatore è stato concepito dall'ultima amministrazione di centrosinistra - ricorda Taiti - Con il colpevole assenso della Soprintendenza competente. Beninteso il problema dell'accesso al monumento delle persone disabili andava certamente risolto. Quello che è stato autorizzato, purtroppo, ha come risultato finale quello di sfregiare irreparabilmente uno dei simboli della città. Qualche anno fa, al momento della costruzione della piattaforma, avevo presentato in Consiglio Comunale un'apposita interrogazione all'allora assessore ai Lavori Pubblici Enrico Giardi suggerendo lo studio di una soluzione che minimizzasse l'impatto sullo storico Castello. Soluzione alternativa - prosegue Taiti - che, evidentemente, non è stata presa in considerazione. Il risultato del progetto è visivamente deprimente perchè deturpa il bellissimo ingresso della costruzione federiciana non permettendo più di goderne l'assetto architettonico originario. Dispiace enormemente che la Soprintendenza abbia concesso il proprio nulla osta». «Personalmente - conclude Taiti - non ho l'intenzione di arrendermi e, per quel che sarà possibile, mi batterò affinchè possa essere reversibile l'attuale sistemazione dell'ingresso al Castello dell'Imperatore».