Il reliquario di Sant'Anna era stato trafugato poche settimane fa Cagli Forse pentiti del furto sacrilego, sono stati i ladri stessi a riconsegnare la teca con quelle che secondo la tradizione popolare sarebbero le reliquie di Sant'Anna, la madre di Maria, rubata nelle settimane scorse dalla chiesa di Santa Chiara. Dopo il furto, l'Aamministrazione comunale aveva annunciato un premio in denaro, 500 euro, per chiunque avesse fornito notizie utili a ritrovare la teca. Ieri invece, ignoti hanno deposto sull'altare che ospitava il grande reliquiario ligneo la scatola di vetro e metallo con i sigilli in ceralacca contenente i frammenti di reliquia della santa venerata dalle puerpere. Ora sono in corso accertamenti dei carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Ancona, alla ricerca di eventuali impronte. Soddisfatta la giunta per la riconsegna spontanea della teca "che non è stata profanata", anche se manca il reliquiario in legno. Il vicesindaco Alberto Mazzacchera fa sapere che il premio è confermato. Andrà a chi fornirà "anche in via strettamente riservata, notizie utili per l'individuazione dei malfattori". Il furto era avvenuto ai primi del mese e versosimilmente in un orario in cui la chiesa di Santa Chiara era aperta. Infatti non c'era stata alcuna asegnalazione attraverso il sistema antifurto di cui l'edificio di culto è dotata, così come non era stata rilevata alcuna forzatura delle porte d'ingresso. Il fatto aveva destato grande scalpore in tutta la cittadina sulle rive del Burano, soprattutto per il grande affetto che tradizionalmente lega i cagliesi alla chiesa dove il reliquario era custodito. Posta nel centro storico, a ridosso dell'ospedale, ha costituito costantemente un punto di riferimento della religiosità popolare proprio per la presenza delle reliquie di Sant'Anna, protettrice delle donne in gravidanza e verso la quale ci si è sempre rivolti per i ringraziamenti ogni volta che nasceva un bambino. Sull'onda dell'accaduto, molti a Cagli avevano reclamato la necessità di interventi per sorvegliare spazi ed edifici d'interesse pubblico, utilizzando le telecamere. In questo caso sono stati sufficienti le regole elementari che da anni vengono seguite per i beni culturali e cioè quella della schedatura di ciascuno, con la descrizione e la fotografia. Sistema per scongiurare che oggetti come il reliquario di Sant'Anna vengano messi in circolazione attraverso piccoli commercianti di antiquariato, magari utilizaando le bancarelle dei tanti mercatini del genere diffusi in tante parti d'Italia.
CAGLI. Restituita la teca rubata
Il reliquario di Sant'Anna è stato riconsegnato spontaneamente alla chiesa di Santa Chiara di Cagli dopo essere stato trafugato poche settimane fa. I ladri avevano deposto la scatola con i sigilli in ceralacca contenente i frammenti di reliquia sulla mensa dell'altare. I carabinieri stanno accertando se ci sono impronte. La giunta comunale conferma il premio di 500 euro per chiunque abbia fornito notizie utili per ritrovare i ladri. Il reliquario in legno è ancora perduto. La chiesa di Santa Chiara era aperta al momento del furto e non c'era stata alcuna asegnalazione attraverso il sistema antifurto.
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