Sgarbi: "Questo spazio dovrebbe avere il coraggio di aprirsi a ciò che non gli piace" Il bilancio dei primi cento giorni e la prossima stagione nel museo di via Guido Reni Qualcuno dice che sia stato facile: leffetto novità, il richiamo internazionale sono stati elementi grazie ai quali il Maxxi ha richiamato nei primi cento giorni di apertura 140 mila visitatori. Qualcuno aveva detto che il difficile sarebbe arrivato poi, nella routine, nella gestione di fondi minimi rispetto ad una macchina colossale. E così i prossimi cento giorni, oggetto di un incontro con la stampa convocato dal presidente Pio Baldi insieme alle direttrici Anna Mattirolo e Margherita Guccione, con Mario Lolli Ghetti e Francesco Maria Giro per i Beni culturali, sono sembrati subito ispirati a un maggiore understatement, a iniziative meno clamorose di quanto possa essere stata, per esempio, la retrospettiva "Gino De Dominicis - LImmortale" (fino al 7 novembre) o comunque lallestimento di "Spazio", con la collezione del museo. In arrivo cè ora "A lezione con Carlo Scarpa", (dal 7 ottobre) piccola esposizione di disegni di architettura e "Pier Luigi Nervi - Architettura come sfida" a cura di Carlo Olmo, dal 15 dicembre. Mentre Bartolomeo Pietromarchi è il curatore del Premio Italia Arte contemporanea (dal 4 dicembre) e Francesca Fabiani la curatrice di "Maxxi - Cantiere dautore. Racconto fotografico". Nelle stesse settimane, le "Storie dellarte", otto lezioni di arte contemporanea e "Lo spazio delle parole" incontri con i protagonisti di "Spazio". «Così a bassa voce, centellinando le informazioni: sembra che, anziché di un museo, parliate della vita di un convento. Sembrate due priori con le badesse. Ma non va bene: larte contemporanea non parla sottovoce, è urlata ed è un disturbo perenne»: la doccia fredda arriva da Vittorio Sgarbi, consulente del ministro Bondi per lArte contemporanea, seduto in prima fila e allopera in questi giorni sul suo progetto di Biennale darte "diffusa" sul territorio, per la quale avrebbe gradito la "location" del Museo di via Reni occupato invece, da marzo, dalla retrospettiva su Michelangelo Pistoletto. Sgarbi, critico del progetto del Maxxi e dellarchitettura di Zaha Hadid da anni, si scaglia contro una sorta di "tirannide" che vede in circolazione «sempre gli stessi artisti», promossi da quarantanni «da critici ormai in pensione»: «Perché Pistoletto? Non cè una cosa che si debba scoprire su questo artista, non cè un motivo per cui la mostra su di lui che sta a Biella debba venire dal "curator at large" (ma che vuol dire?) Carlos Basualdo, un argentino che lavora Philadelphia. E poi questa non è arte del XXI secolo». Replicano Baldi e Mattirolo: «Non è tanto ovvio che artisti come De Dominicis o Pistoletto siano conosciuti», rivendicando limportanza scientifica delle esposizioni e lapprezzamento del pubblico. Sui conti: il Maxxi è destinatario della metà dei fondi del ministero per larte contemporanea (1 milione 200 mila euro); ma la cifra complessiva su cui può far conto raggiunge i 10 milioni di euro, grazie agli sponsor e agli incassi del museo.