Il presidente vuole per sé le deleghe chiave. In ballo pure nove direttori Lassalto al potere della Regione è già partito. E lo dimostra il braccio di ferro in corso tra il governatore Raffaele Lombardo e il leader degli ex An, Gianfranco Fini, sui nomi e i ruoli che dovrebbero ricoprire gli uomini del presidente della Camera. In ballo non ci sono solo le tolde di comando dei 12 assessorati che gestiscono un bilancio da 24 miliardi di euro allanno, fondi europei da qui al 2013 per 8 miliardi e guidano oltre 100 mila persone tra dipendenti diretti e indiretti della Regione. In arrivo cè anche un valzer tra le poltrone doro della burocrazia regionale, con le direzioni di 9 dipartimenti che oggi sono rette ad interim e che dovranno essere assegnate nelle prossime settimane: posti di comando che spesso valgono quasi quanto un assessorato. Non è un caso che Lombardo abbia chiesto ai finiani dindicare direttori generali per il ruolo di assessori regionali: «Così riempie due caselle nella giunta che spettano a noi e ne svuota altrettante che invece occuperà con uomini scelti da lui stesso», sussurra un ex An. La caccia è aperta, in primis sulle deleghe che entro martedì Lombardo dovrebbe assegnare. I finiani hanno chiesto senza giri di parole quella allAgricoltura, dove volevano piazzare un direttore di un dipartimento dello stesso assessorato, Gian Maria Sparma. In Sicilia questa delega vale la gestione di capitoli di bilancio per 870 milioni di euro, ma soprattutto lassegnazione di fondi europei per oltre 700 milioni di euro, ai quali ambiscono 360 mila aziende agricole attive nellIsola. Avere questa delega significa poi guidare 2.300 dipendenti. Non è un caso che Lombardo abbia detto chiaramente che «allAgricoltura andrà Elio DAntrassi». Cioè un uomo di fiducia, che il governatore conosce bene per averlo piazzato già nel 2007 alla guida della società della Provincia di Catania "Sole dellEtna". «È il massimo esperto di commercializzazione», assicura il governatore. Altro assessorato di peso è chiaramente quello alla Sanità, che da sola controlla un terzo del bilancio regionale, 8,1 miliardi di euro. Anche in questo caso la delega è blindata e rimarrà allex magistrato Massimo Russo. Lombardo, con luscita di scena di Michele Cimino del Pdl Sicilia, punta a piazzare un suo uomo allassessorato che gestisce i cordoni del bilancio regionale: Gaetano Armao infatti passerà dai Beni culturali allEconomia. Con il passaggio di deleghe di Armao, i rutelliani dellApi puntano a far arrivare il loro assessore, Sebastiano Missineo (anche se continuano il pressing per Egidio Ortisi), ai Beni culturali: altro assessorato chiave della Regione, che pur avendo un budget limitato, appena 117 milioni di euro, coordina però 3.500 dipendenti tra amministrativi e custodi dei siti, e soprattutto guida le 10 soprintendenze siciliane. In area Pd invece si punta alla riconferma di Mario Centorrino allassessorato Istruzione e formazione, molto caro allarea "Innovazioni" di Francantonio Genovese. In ballo qui ci sono 600 milioni di euro di finanziamenti regionali ed europei che vanno alle centinaia di enti di formazione che danno a loro volta lavoro a 7 mila persone di fatto stipendiate dalla Regione. Sempre in area democratica allEnergia, altro settore chiave dove sono in bilico investimenti per 3 miliardi di euro tra eolico, fotovoltaico e rigassificatore, si punta a far arrivare lex prefetto Giosuè Marino al posto di Pier Carmelo Russo, altro componente della giunta vicino al Pd, che invece andrebbe alla Infrastrutture, dove gestirebbe un budget di un miliardo di euro e oltre due mila dipendenti tra motorizzazioni e genio civile. Russo pero potrebbe andare anche al Lavoro: qui avrebbe tra i suoi dipartimenti la potentissima Agenzia per limpiego, che gestisce gran parte del Fondo sociale europeo per lingresso nel mondo del lavoro di disoccupati e disagiati, e guiderebbe gli sportelli multifunzionali, altro scatolone costosissimo che dà occupazione a 1.800 persone. Per rimanere in area Pd Marco Venturi dovrebbe essere riconfermato alle Attività produttive. LUdc di Casini ha poi indicato il professore Andrea Piraino, che sembra perfetto per il ruolo di assessore alle Autonomie locali e al personale regionale che conta 15.600 unità dirette. I finiani, oltre allAgricoltura, chiedevano anche la riconferma di Nino Strano al Turismo. Strano non entrerà nella nuova giunta, ma la delega del Turismo, che oltre ai fondi per attività sportive e incremento turistico gestisce anche un Apq da 60 milioni di euro per il cinema, dovrebbe comunque andare un uomo indicato dagli ex An. Il valzer di poltrone non riguarderà solo gli assessorati. Nei prossimi giorni Lombardo dovrebbe indicare i direttori di ben 9 dipartimenti, alcuni a dir poco importanti come Ragioneria generale e Acque e rifiuti, al momento retti ad interim e sui quali i partiti hanno da tempo messo gli occhi. Altre poltrone che dovranno essere assegnate sono poi quelle di alcuni cda di società regionali, come lAst (dove Lombardo vorrebbe piazzare Nicola Vernuccio), Spi, Multiservizi, Ciapi e Cas. Il Pd chiede inoltre che venga nominato il cda dellIrcac, retto da due anni da un commissario fedelissimo del governatore, Antonio Carullo: «Lassessore Venturi deve procedere allinsediamento degli organi collegiali», dice Bernardo Mattarella.