Madri, guerriere e sacerdotesse vivere e amare nellantica Grecia Cè la figura della regina, o prigioniera, della casa Ma anche le etère: libere cioè di uscire e dar piacere con il corpo e con le arti Unesposizione di preziosi vasi attici: 30 ritratti raccontano il quotidiano di quasi tremila anni fa Un corteo di donne sta per invadere i nobili saloni di Palazzo Zevallos Stigliano, su via Toledo, nel cuore di Napoli. Sono madri, mogli, guerriere, sacerdotesse, ma anche colte e bellissime cortigiane, che racconteranno di come, tra il V e il III secolo avanti Cristo vivevano, amavano, sognavano nellantica Grecia. Una selezione di immagini tutta al femminile, un ritratto della donna greca filtrato dallo sguardo delluomo, unico committente e decoratore. È un viaggio nel tempo quello che la mostra "Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo" propone dal 29 settembre a Palazzo Zevallos Stigliano, sede partenopea di Banca Intesa Sanpaolo. Tutte le ceramiche esposte provengono dalla collezione della banca, una tra le più importanti al mondo, ricca di ben 522 reperti provenienti da Ruvo di Puglia, importante centro dellantica Apulia. Pagine di archeologia che come tanti tasselli di un puzzle raccontano su trenta splendidi vasi a figura rossa il mondo femminile non come un microcosmo a sè stante, ma come parte essenziale di una realtà più articolata. Ritroviamo raffigurata la versione della "donna regina", o prigioniera, delloikos, la casa, da cui si allontana solo in occasioni particolari come le feste religiose; quella al lavoro tra le mura domestiche e che vive in appartamenti separati dal marito. Due i momenti della quotidianità in cui la figura femminile acquista la stessa dignità delluomo: il matrimonio, status sociale degno di rispetto cui la donna greca tende, e la morte. Nei vasi in mostra ammiriamo anche le donne "altre", quelle libere di uscire: sono le etére, chiamate a dar piacere col corpo e con le arti, rappresentate nude, intente a lavarsi nel leuterion, la vasca delle abluzioni. Sono figure dai tratti androgini, riconoscibili da un laccio stretto sulla gamba. A interrompere tale routine arrivano le donne considerate sovversive e quindi ai margini della società, come le Menadi e le Amazzoni, che con la loro anticonvenzionalità mostrano la reale complessità del mondo femminile greco. Altra voce fuori dal coro di questo lungo corteo femminile, è quella documentata in una kalpis attribuita al "Pittore di Leningrado", un celebrato artista attico attivo tra il 475 e il 460 a.C., che mostra una giovane intenta a decorare un vaso allinterno di una bottega di ceramisti. Lidentità di questa piccola donna rappresenta un mistero su cui gli studiosi continuano a interrogarsi. Nuovi ospiti speciali dellesposizione, proveniente da una prima tappa a Vicenza, sono due vasi concessi in prestito dal Museo Archeologico Nazionale, anchessi provenienti dalle tombe di Ruvo. Si tratta di due splendidi esemplari che vedono protagoniste Medea e Cassandra, figure diverse ma entrambe segnate da un destino cruento e violento. La collaborazione del Museo archeologico con la banca non finisce qui. A fine mostra, alcuni vasi della preziosa collezione dellArcheologico saranno restaurati nellambito del progetto "Restituzioni 2013", il programma che vede Intesa Sanpaolo al fianco delle soprintendenze italiane. La mostra, a cura di Federica Giacobello, è ospitata a Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo 185), custode tra gli altri della celebre tela di Caravaggio "Il martirio di SantOrsola". Lesposizione sarà aperta al pubblico dal 29 settembre al 3 aprile 2011, da martedì a domenica (lunedì chiuso) dalle 10 alle 18. Sono previsti laboratori didattici rivolti alle scuole e a tutti i visitatori della Galleria insieme a conferenze e concerti nel salone del pubblico (info: 800 1605 2007; informazionipalazzozevallos.com; ingresso 4 euro, ridotto 3, libero per le scuole).
SICILIA - A Palazzo Zevallos Stigliano visitabile fino ad aprile 2011
La mostra "Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo" si apre al pubblico dal 29 settembre al 3 aprile 2011 a Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli. La mostra presenta 30 vasi attici e magnogreche provenienti dalla collezione della banca, che raccontano il quotidiano di quasi tremila anni fa. Le ceramiche esposte provengono da Ruvo di Puglia e mostrano la vita femminile greca, dalle madri e mogli alle guerriere e sacerdotesse, fino alle etere libere di uscire e dare piacere con il corpo e con le arti. La mostra include anche vasi con figure sovversive come le Menadi e le Amazzoni.
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