Vip in campo in difesa di Varigotti, Noli e Finale. Ma il sovrintendente li bacchetta «Se il Levante ha le Cinque Terre, noi vogliamo le Tre Terre a Ponente: Varigotti, Noli, Le Manie»: hanno scritto un vero e proprio manifesto una trentina di vip milanesi e torinesi innamorati del finalese, il "Manifesto Costa Balenae", per «evocare la presenza dei grandi cetacei». In testa ci sono lex deputata Dc Ombretta Fumagalli Carulli, il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, Evelina Christillin, organizzatrice delle Olimpiadi di Torino 2006 e presidente del Teatro Stabile di Torino, la delegata Fai Serena Monina. A cascata, tra gli altri, lattrice Eva Herzigova, il direttore di Striscia, Antonio Ricci, lo sportivo dei Guinness Vittorio Brumotti, gli imprenditori Gabriele Galateri di Genola, Giancarlo Cerutti, la scrittrice Paola Mastrocola. «Buona lidea, peccato che abbiano sbagliato il nome», indica il sovrintendente per i Beni archeologici della Liguria, Filippo Maria Gambari. «La Costa Balenae è un toponimo antico e si riferisce a un promontorio a Riva Ligure: con Varigotti, Noli e Finale non centra nulla», spiega Luigi Gambaro, funzionario della soprintendenza. «"Costa", in latino, significa promontorio», aggiunge Gambari. «Ho già incontrato i promotori - spiega il sindaco di Finale, Flaminio Richeri - presenteranno dieci idee per rilanciare il territorio». Domani, a Varigotti, alle 18.30, la consegna ufficiale del documento.