Revocato temporaneamente il rientro a Roma. Ieri l'ispezione Sembrava già in viaggio per Roma e invece, per ora, il Caravaggio rimane a Mantova. La Caduta di Paolo, che chiude la mostra curata da Sgarbi 'Le Ceneri violette di Giorgione'. Ieri è stata esaminata da due restauratrici della sovrintendenza regionale. Hanno osservato l'opera, di proprietà della principessa Odescalchi, preso nota delle condizioni ambientali in cui è custodita, si sono fatte consegnare tutta la documentazione del caso. Prima conseguenza dell'ispezione è stata la revoca, temporanea, della richiesta di rientro a Roma. I risultati del sopralluogo non sono stati resi noti, anche se pare che le restauratrici non abbiano potuto che constatare il rispetto delle norme per la conservazione dell'opera. Oltre a rallegrarsi per la collaborazione riscontrata a Palazzo Te e a spendere parole di elogio per la mostra. Una relazione comunque è stata trasmessa a Roma. Lo dimostra una nota che nel primo pomeriggio è stata spedita dal Ministero a Tekne (organizzatore della mostra con il Centro Te) e Arteria (società di trasporti delle opere d'arte) con cui si sospendeva temporaneamente, causa approfondimenti in corso, la richiesta di rientro immediato della tela a Roma, il destino del Caravaggio, voluto da Vittorio Sgarbi e arrivato da Roma senza l'autorizzazione ministeriale per il trasporto, rimane così in sospeso. Di certo si sa che per i prossimi giorni la Caduta di Paolo rimarrà alle Fruttiere. Ad accogliere le restauratrici della sovrintendenza e a fornire loro le informazioni necessario ieri c'erano Ugo Bazzotti, conservatore di Palazzo Te, Enrico Voceri, presidente del Centro Te, Stefano Benettì, direttore del Museo della Città, e il restauratore Augusto Morari. «Un passo importante per due esigenze: la tutela del patrimonio storico-artistico e la sua fruizione a Palazzo Te», ha commentato più tardi il sindaco Burchiellaro che invita ad utilizzare il tempo necessario per l'approfondimento da una parte per vedere l'opera, dall'altra per trovare alternative artistiche equivalenti. Se faticosa è stata la conquista del Caravaggio, essenziale per il tema della mostra, più tribolata sembra dunque la permanenza a Mantova. E tra la richiesta di rientro a Roma e l'autorizzazione alla permanenza, si intravede la terza possibilità di un'ulteriore indagine. «Rimaniamo a disposizione e offriamo la massima collaborazione in attesa di sapere cosa decideranno a Roma -commenta Voceri.- Dopo il sopralluogo di oggi (ieri ndr) però ci sentiamo più confortati. Certo sarebbe grave restituire il quadro per motivi estranei alla città di Mantova».