"Quel progetto non ha più senso". Pronto il risarcimento per i costruttori Stop al parco dellAcquasola. E questa volta non lo dice un giudice ma il Comune, che sta facendo i conti sulla cifra da versare (ufficiosamente si parla di poco meno di due milioni di euro) come risarcimento per la revoca della concessione. «Quel progetto è fuori dal contesto attuale. Non ha più senso e la revoca della concessione è un elemento che assume concretezza». La prudenza del linguaggio non può attenuare la forza del messaggio, che contengono le parole del vicesindaco Paolo Pissarello. Ed è significativo che questo indirizzo politico venga preso proprio il giorno in cui a Tursi arrivano, a sorpresa, 400 mila euro. Quelli che una sentenza della Corte dei Conti aveva imposto di pagare a Giovanni Bagnara, ex Dc, nei primi anni '90 assessore comunale alle Strade che venne condannato nella tangentopoli genovese proprio per lo scandalo parcheggi. Il park dellAcquasola nasceva come conseguenza delle nefandezze amministrative dellepoca. Cè quindi una forte suggestione simbolica in questa coincidenza. Fino a ieri, la giunta di Marta Vincenzi aveva sempre espresso contrarietà al progetto, ma era spaventata da un eventuale risarcimento milionario. Gli ambientalisti (Andrea Agostini di Legambiente e Vincenzo Lagomarsino dei Verdi tra i tanti) e le associazioni contro il parcheggio avevano invece sostenuto che la revoca non avrebbe dissanguato le finanze del Comune. Il vicesindaco Pissarello, da buon avvocato, ha voluto studiare a fondo il "processo". «Prima cosa - dice - si trattava di vedere se quello che abbiamo sempre sostenuto, ossia che si trattava di un progetto fuori dal tempo, aveva anche nei fatti questa caratteristica effettiva. Ho fatto fare le verifiche e ho riferito. Da quando era stato pensato, nel 1987, sono cambiati a Genova il sistema del traffico, del trasporto pubblico e dei parcheggi. Il contesto si è evoluto e cambiato. A questo punto la revoca potrebbe essere un elemento che assume concretezza». Le indiscrezioni raccontano di una stima, per risarcire Sistema Parcheggi della revoca, di circa due milioni di euro, ma Pissarello smentisce ogni cifra. Dalleventuale risarcimento, gli uffici legali di Tursi hanno decurtato una somma che rappresenterebbe il danno ambientale e paesaggistico, che la realizzazione del park interrato avrebbe provocato alla città. E sempre a livello di voci cè chi parla anche di una proposta che, oltre ad una parte in contanti, preveda anche una concessione alternativa, magari per un autosilos in un altro quartiere. «Per quanto riguarda la revoca - precisa il vicesindaco - ci sono percorsi amministrativi che prevedono certi tipi di risarcimento e cause civili, nelle quali è molto più difficile definire i danni. Quello di cui si ragiona qui è un procedimento amministrativo. Noi dobbiamo partire dalle considerazioni che facevo prima: quando il park è stato pensato non cerano isola pedonale, area blu, o parcheggi in struttura, tutte situazioni che mi fanno dire che oggi quellintervento non ha più senso. Anche in ragione dellanalisi dei flussi di altri posteggi simili». Non è un mistero, ad esempio, che il parcheggio di piazza della Vittoria sia sottoutilizzato. «La legge - continua il vicesindaco - prevede che dobbiamo rimborsare le spese che ci sono state. Possono esserci differenze tra quello che ipotizziamo noi e quello che chiedono loro. Il divario delle cifre può essere ampio, vedremo. Intanto partiamo con dei soldi inaspettati, che sono quelli provenienti dalla sentenza della Corte dei Conti: 400mila euro che eventualmente non andranno a pesare sulle casse del Comune». I tempi che si è data la giunta sono stretti: «Entro fine mese finiremo lesame della documentazione e sentiremo il parere della nostra avvocatura, a quel punto prenderemo una decisione».
LIGURIA - Acquasola, il Comune dice no al parcheggio
Il Comune di Tursi sta facendo i conti con una cifra da versare come risarcimento per la revoca della concessione per il parcheggio dell'Acquasola. Il progetto, pensato nel 1987, non ha più senso a causa del cambiamento del contesto, come il sistema del traffico e del trasporto pubblico. Il vicesindaco Paolo Pissarello ha confermato che la revoca della concessione è un elemento che assume concretezza e che il Comune dovrà pagare una cifra di circa due milioni di euro. Il vicesindaco ha anche affermato che la legge prevede che il Comune debba rimborsare le spese che sono state sostenute, ma che ci possono essere differenze tra le cifre ipotizzate e quelle richieste.
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