Cantine autosufficienti grazie al fotovoltaico: lenergia pulita riduce i costi "Un ettolitro costa ai viticoltori 100 euro, chi lo compra sfuso ne offre al massimo 85" Settemiladuecento metri quadrati di cantina e novantotto ettari di vigneti. E poi cinquecento ettari di tenuta, con resort di lusso e casa vacanza, spa, ristorante e campo da golf. Qui, nei possedimenti toscani della Holding Terra Moretti, elettricità e riscaldamento non si pagano più. Ci pensa il fotovoltaico. Tra qualche giorno nella cattedrale del vino Petra a Suvereto sarà inaugurato, primo nel mondo, un impianto solare galleggiante (è sul lago) e tra due mesi anche La Badiola e lAndana a Castiglione della Pescaia conquisteranno lautosufficienza energetica. Duecentosettantamila euro di costi annuali tagliati. Soldi risparmiati che aiutano a rendere concorrenziale il prezzo finale del «prodotto vino». E un esempio per tutto il settore. Alle energie pulite apre addirittura il «Movimento delle città del vino», tutore dellintegrità del paesaggio enologico. «Siamo favorevoli alle rinnovabili, è un dovere verso lambiente e aiuta i viticoltori a contenere i costi e ricavare reddito da terreni improduttivi - è la conclusione del presidente del Movimento Giampaolo Pioli - Detteremo linee guida ai Comuni perché adottino strumenti urbanistici che regolino linstallazione in luoghi e con modalità di rispetto paesaggistico» aggiunge. Per una curiosa coincidenza, Pioli è sindaco di Suvereto, il Comune della provincia di Livorno che si impone come laboratorio della «green economy applicata al vino». A Suvereto cè il caso Rubbia al Colle dei fratelli Muratori, dove un impianto fotovoltaico garantisce piena autosufficienza energetica agli ottomila metri quadrarti della cantina. E a Suvereto cè Petra, che tra qualche giorno raggiungerà lo stesso obiettivo di autonomia energetica grazie ad unenorme zattera coperta di pannelli solari che puntano il sole. Limpianto fotovoltaico di Petra, realizzato da Sartori BlueHitech di Padova e Moretti Real Estate, è in un luogo nascosto a valle per rispetto del paesaggio. Fluttua sul laghetto di raccolta delle acque piovane. I pannelli ruotano e seguono i raggi garantendo una resa del 30 superiore alla media. Producono 200 kilowatt, assicurano un risparmio di 70.000 euro sui costi di gestione e anticipano di un paio di mesi limpianto a La Badiola di Castiglione della Pescaia (500 kilowatt e risparmio annuale di 200.000 euro). «Il nostro giro daffari cresce del 20» dice il presidente della Holding Vittorio Moretti, che ha investito 35 milioni di euro a Petra per produrre 250.000 bottiglie di rossi, tra cui etichette come Zingari e Ebo che escono dalla cantina a prezzi tra i 3,5 e i 7 euro ed altre di gamma alta come Petra (33 euro). «Ci aiutano nella crescita la politica aggressiva, gli investimenti e questa offerta, accanto a bottiglie importanti, di vini semplici ma di qualità che hanno prezzo contenuto. E questo è possibile anche grazie alla riduzione di costi aziendali. Sì, il sole ci dà una mano».