Sgarbi settimanali Ci sono due modi per intendere l'applicazione del cosiddetto federalismo demaniale al patrimonio culturale: uno nobile, l'altro meno. Il primo distingue, all'interno dell'interesse pubblico, quello della collettività da quello della singola istituzione e si pone come obiettivo la massima valorizzazione culturale dei beni passati alla gestione locale, migliorativa rispetto a quella garantita dalla gestione statale. Il secondo annulla l'interesse della collettività a favore di quello delle istituzioni locali. Un interesse che oggi è essenzialmente economico, vista la situazione delle risorse, e punta alla monetizzazione dei beni, nelle varie forme possibili, fino alla loro alienazione: insomma, si vende per far cassa. Mi chiedo a quale di questi modi di concepire il federalismo demaniale si attenga il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, quando ripropone un cavallo di battaglia, piuttosto brocco, del suo predecessore: la questione della proprietà o meno del David di Michelangelo all'Accademia. Lo Stato, al momento della sua costituzione, si è appropriato dell'Accademia come di tutto il patrimonio demaniale. Se si mirasse alla mas sima valorizzazione culturale del David, ci si presenterebbe con un dossier davanti ai rappresentanti dello Stato e si direbbe loro: "Abbiamo le possibilità e le competenze, nell'interesse della collettività, per occuparci di quest'opera d'arte meglio di voi. Dall'esposizione alla divulgazione, dal restauro alla manutenzione: ecco progetto e finanziamento". Ma qui il discorso sembra più banale, mirato solo a monetizzare e si può sintetizzare così: l'Accademia, di cui il David è la massima attrattiva, rende ogni anno dieci milioni di euro allo Stato, e il Comune ne vuole almeno una parte. Tutto qui, null'altro per la collettività.
Firenze vuole mettere le mani sul David solo per soldi
Il federalismo demaniale può essere interpretato in due modi: uno che valorizza la collettività e l'altro che serve gli interessi delle istituzioni locali. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, propone di riproporre la questione della proprietà del David di Michelangelo all'Accademia, che è stata appropriata dallo Stato. Se si mirasse alla massima valorizzazione culturale, si presenterebbe con un dossier per lo Stato, ma il discorso di Renzi sembra essere più banale e mirato a monetizzare l'opera d'arte. L'Accademia rende ogni anno dieci milioni di euro allo Stato, e il Comune ne vuole almeno una parte.
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