Ambrosiana, Braidense e Trivulziana: ovvero le «magnifiche tre» che tutto il mondo ci invidia. Avere a portata di mano le stesse pagine su cui Manzoni e Parini scrissero di proprio pugno può suscitare emozioni intense. Nei caveau e sugli scaffali delle tre biblioteche milanesi sono custodite migliaia di pagine autografe dei nostri poeti, scrittori, scienziati, insieme a papiri, preziosi codici miniati, pergamene, incunaboli, cinquecentine e via sfogliando. In alcuni casi la visione di queste rarità è regolamentata da rigide norme: «La consultazione dei libri più antichi o delle pergamene - spiega Elena Fontana, della Ambrosiana - è subordinata a una specifica richiesta scritta che viene attentamente valutata dalla direzione». Del resto, nella sede di piazza Pio XI, aperta al pubblico nel 1609 dal cardinale Federico Borromeo, è presente un patrimonio inestimabile che ne fa una delle più importanti biblioteche del mondo: nella ovattata e austera sala di lettura sono a disposizione di appassionati e studiosi 500 mila volumi, 15 mila manoscritti, 10 mila disegni, altrettante pergamene e 20 mila incisioni: tutto materiale di carattere storico, letterario e religioso. Fa eccezione il Codice Atlantico di Leonardo che il marchese Arconati conferì all'Ambrosiana nel 1637 e che è composto da 393 carte di disegni leonardeschi {questo splendore è consultabile però solo in copia anastatica). Per far meglio conoscere gli ambienti e i tesori dell'Ambrosiana, che è un ente privato, vi si svolgono periodiche esposizioni ospitate nella sala Federiciana. L'attìigua pinacoteca (1650 pezzi tra dipinti e oggetti artistici) insieme a capolavori assoluti di Caravaggio, Leonardo e Raffaello, conserva anche una ciocca di capelli biondissimi che l'inquieta Lucrezia Borgia tagliò e spedì allo storiografo Pietro Bembo nel Quattrocento: un vero e proprio oggetto di culto la cui visione incantò anche Lord Byron. Atmosfera meno esclusiva ma non meno affascinante si respira invece alla Biblioteca Braidense di via Brera 28, Qui gli impiegati della direzione assicurano che per accedere a documenti preziosi e libri antichi basta consultare i cataloghi e compilare una richiesta. Aperta al pubblico per volere di Maria Teresa d'Austria nel 1786, la Braidense appartiene al ministero dei Beni Culturali e ha sede in un edificio costruito dai Gesuiti. Vale una visita anche solo per ammirare la vasta sala di lettura tappezzata di libri e scaffalature e arredata da ballatoi lignei progettati dal Piermarini. Il più caratteristico tra i fondi posseduti dalla biblioteca è quello manzoniano conservato in una saletta dove sono presenti anche oggetti appartenuti allo scrittore. La biblioteca dispone inoltre di 24 mila libri del Fondo Pertusati (storia locale, geografia, letteratura e classici greci e latini); 14 mila volumi della Biblioteca Haller (opere mediche e scientifiche); lettere autografe di Foscolo, Pascoli e Verdi. Non è tutto. Per legge la Braidense ospita una copia di tutte le pubblicazioni che si stampano a Milano e provincia, offrendo così in lettura anche una grande quantità di libri moderni e circa 400 periodici dell'Otto e Novecento. Per chi invece volesse rendersi conto di cosa passava per la testa di Leonardo durante il suo soggiorno milanese, è imperdibile la consultazione di un suo codice autografo conservato alla Biblioteca Trivulziana. L'istituzione ha sede, insieme all'Archivio storico, nel cortile della Rocchetta, al Castello, il codice leonardesco era il «blocchetto per appunti» che il genio toscano riempì di schizzi e annotazioni quando era alla corte di Ludovico il Moro. Ivanoe Riboli, direttore della Trivulziana, si affretta a precisare che noi comuni mortali possiamo consultarlo solo richiedendo un facsimile: «Troppo prezioso e troppo delicato per metterlo in mani inesperte». Lo stesso vale per i numerosi manoscritti miniati di scuola lombarda, fiorentina e veneta che affollano gli scaffali della Trivulziana: «Quelli del XIII secolo stentiamo a darli in visione perfino agli studiosi - prosegue Riboli - ma altri li può consultare chiunque. Naturalmente con l'assistenza di nostri funzionali». E siccome non tutti conoscono queste meraviglie (qui sono conservate le collezioni dantesca e petrarchesca, duemila pergamene dell'XI secolo, numerosi incunaboli riguardanti le scienze occulte e l'alchimia) periodicamente la Trivulziana organizza mostre per avvicinare i milanesi ai suoi emozionanti gioielli di carta.
A caccia di rarità tra i tesori di Ambrosiana e Braidense
Le biblioteche Ambrosiana, Braidense e Trivulziana di Milano custodiscono migliaia di pagine autografe di poeti, scrittori e scienziati, insieme a papiri, codici miniati e incunaboli. La consultazione dei libri più antichi o delle pergamene richiede una richiesta scritta. La Ambrosiana ha un patrimonio inestimabile, compresi 500 mila volumi, 15 mila manoscritti e 10 mila disegni. La Braidense ospita una copia di tutte le pubblicazioni che si stampano a Milano e provincia, e conserva anche oggetti appartenuti a Manzoni.
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