Le tariffe comunali pesano per 9,4 milioni allanno nel bilancio delle famiglie bolognesi Cultura, giovani e sicurezza i capitoli più penalizzati. Nel mirino anche i fondi per laffitto Dal contributo affitto alle telecamere installate sotto i portici del centro storico. Dalle manifestazioni culturali agli interventi su palazzi storici e monumenti, passando per i bandi organizzati dal portale Flash giovani. Sono le voci di spesa del bilancio di Palazzo DAccursio che dal 2004 a oggi hanno ricevuto le sforbiciate più consistenti. In tempi di austerity occorre il bisturi per individuare gli ambiti dove poter stringere la cinghia per dare un po di ossigeno alle casse comunali. E così, in questa peculiare classifica dei settori più sfortunati, la palma doro va certamente alla cultura che nellultimo lustro ha perso 1,7 milioni di euro di finanziamenti (su un totale di 37 milioni). Musei, esposizioni e altre iniziative culturali hanno quindi faticato più che in passato per trovare il giusto riconoscimento tra le righe del bilancio comunale. E di queste ore il grido di allarme di Mambo che rischia di chiudere nel 2012 per mancanza di finanziamenti. Al secondo posto, con un taglio di 1,3 milioni, le politiche abitative. Nel mirino i fondi per sostenere gli affitti delle famiglie con un alto rapporto tra reddito percepito e il canone mensile. Sul podio anche gli interventi nel campo della sicurezza che sotto la scure dei tagli lasciano oltre 300 mila euro. A ridosso delle prime tre, con una sforbiciata di 150 mila euro in cinque anni, le politiche giovanili e sportive. Anche in altri settori del welfare che dal 2004 a oggi hanno beneficiato di aumenti sostanziosi non mancano le sorprese. Come il taglio dei fondi per pagare le utenze delle scuole elementari o medie e i servizi per limmigrazione e i profughi. Certo in molti settori-chiave il welfare felsineo ha retto davanti alle politiche di rigore imposte da Roma. È il caso dei servizi per anziani o disabili, gli sportelli per il lavoro o gli asili. Voci di bilancio dove la spesa è aumentata in modo consistente. In passato infatti le strette finanziarie del Governo lasciavano quasi intatti finanziamenti ai Comuni, vincolando lattività dei sindaci solo nella spesa in base al patto di stabilità (si pensi al metrò). Non così la manovra economica di questa estate che per il 2011 ha tolto alle casse di Palazzo DAccursio circa 20 milioni di euro. Una cifra che sul sistema dei servizi erogati dal Comune avrebbe un impatto dirompente che neanche laumento delle tariffe riuscirebbe ad attutire. A far due conti infatti si vede come le tariffe pagate dalle famiglie portino ogni anno nelle casse della città 9,4 milioni (a fronte di 255 milioni di uscite). Una cifra che diventa di 20 milioni se si aggiunge anche il servizio di refezione nelle scuole bolognesi gestito dalla Seribo, società controllata dal Comune con il 51 delle quote. Unulteriore entrata, non iscritta nel bilancio comunale, che porta così a 20 milioni il dazio versato annualmente dalle famiglie. Solo se le tariffe del Comune raddoppiassero in ogni ambito si potrebbe così coprire il buco di bilancio per il 2011. Nellattesa che il commissario Cancellieri trovi una soluzione si moltiplicano gli allarmi. È di ieri la proposta dellassessore provinciale alla Sanità, Giuliano Barigazzi, che chiede di potenziare lassistenza domiciliare per gli anziani visto che in 1.800 rischiano di restare fuori dalle strutture protette. «A Bologna - avverte Barigazzi - il rilancio della assistenza a domicilio è fondamentale».