Sassoli e Il futuro del museo «Se le cose non cambiano a gennaio 2012 il Mambo chiude. La situazione è precaria per non dire drammatica. I finanziamenti sono stati drasticamente ridotti ma soprattutto non percepiamo più nessun interesse da parte della città verso questo progetto». È un annuncio amaro quello fatto da Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente del museo. Un allarme cui risponde subito il commissario Annamaria Cancellieri, che ieri sera ha incontrato Sassoli alla vernice della mostra di Dino Gavina: «Dovremo rivedere in bilancio il modo in cui sono distribuiti i soldi nella cultura, rinunciare a qualcosa e scegliere delle priorità. Certamente Mambo è una priorità. È un orgoglio di questa città». Ma è ai futuri candidati sindaci che Sassoli rivolge il suo appello: dal 2005 il contributo della Casse di Palazzo dAccursio al Mambo è passato da 1020mila euro a 720mila nellultimo mandato di Cofferati fino al taglio netto voluto dalla giunta di Delbono che lo ha ridotto a 470mila euro. «Il Comune è in oggettiva difficoltà, ma si dovranno fare delle scelte, anche ridiscutendo lassetto patrimoniale - incalza Sassoli - . Se vogliamo essere competitivi con gli altri grandi musei italiani dobbiamo avere bilanci diversi: il Madre di Napoli si lamenta perché il contributo da parte del Comune è passato da 11 milioni a 8 milioni mentre la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino assicura al Museo di Rivoli 6 milioni lanno. Il Mambo costa 3 milioni». Ma non è solo una questione di numeri. Alti, almeno quando si parla di visitatori: nel 2008, con i suoi 93.942 visitatori, è stato lottavo museo civico più visitato in Italia, superando la Galleria darte moderna di Torino. Nel 2009, in città, ha superato le presenze del museo civico Archeologico. Quello che si lamenta è un mancato dialogo tra i vertici della Istituzione Gam e lamministrazione. «Negli ultimi due anni a nessun tavolo si è sentita la nostra voce per progettare lavvenire - rincara il direttore Gianfranco Maraniello - . Il vero problema è poter programmare e quindi attivare nuove economie, da sponsor o come coproduttori di eventi. Le nostre entrate, dal merchandising, dai biglietti, dalle visite, sono state nel 2009 quasi 500mila euro e superano il contributo del Comune. Che è di 470mila euro, e non 521mila, come appare: la differenza di 50mila euro, corrisponde al rimborso che spetta ai membri del Cda, e al quale essi rinunciano a favore del museo, per nuove acquisizioni». Il congedo non lascia spazio a ottimismi: «Quando sono arrivato - confessa il direttore - cera un mandato che era prioritario per la città: lo sviluppo della Manifattura delle arti e del Mambo come eccellenza. Credo che non si sia tenuto fede a quanto programmato. Qualcuno fa scelte politiche precise anche se non sappiamo né chi né come». (paola naldi)