Critiche per la mancanza di fondi durante la presentazione del Barbiere di Siviglia Sarà pure un Barbiere senza troppi fronzoli e figlio dellausterità imposta dal governo nazionale, ma non sarà lultima opera che andrà in scena nel teatro Petruzzelli. «In tanti vorrebbero vederci alzare bandiera bianca, ma resteranno delusi: lattività continuerà», annuncia con tono di sfida Michele Emiliano. La presentazione dellultimo titolo della stagione 2009-2010 (in scena domani e il 26, 28, 29 e 30 settembre) diventa per il sindaco loccasione per rinfocolare la polemica contro governo nazionale e gli altri enti territoriali. «La ragione dellostilità di ministero, provincia e regione è nel fatto che il presidente della fondazione è il sindaco di Bari - attacca - La loro è unoperazione scientifica: vogliono sottocapitalizzare la fondazione per impedirle di volare allaltezza necessaria. Sognano di farci andare in deficit perché è lunico modo per togliere di mezzo il sindaco e consegnare la fondazione al commissario». Emiliano ce lha soprattutto con la provincia. «Ho fatto di tutto per liberare un posto in consiglio di amministrazione al presidente Schittulli - dice - Lui però utilizza questo incarico per aprire una trattativa sulla presidenza dellautorità portuale. Tutto questo non è morale, è lespressione di una cultura politica che non mi appartiene». Per questo torna a rivolgere un appello a Regione, ministero e Provincia di Bari: cè bisogno di fondi per andare avanti. Lallestimento del Barbiere di Siviglia è figlio della testardaggine di chi non si arrende. Il capolavoro di Gioachino Rossini, che ha sostituito in corsa il dittico Tabarro-Cavalleria Rusticana, cancellato (così come Traviata) per ragioni di bilancio, è la dimostrazione che il bisogno aguzza lingegno. «È nostro dovere far funzionare il teatro - sottolinea il sovrintendente Giandomenico Vaccari - Abbiamo scelto il Barbiere di Siviglia perché ci consente di operare con un organico ridotto e di puntare su un cast di giovani promesse, molte delle quali pugliesi». Vaccari ha di fatto emulato Rossini. Se il compositore pesarese scrisse il Barbiere in appena dodici giorni, il sovrintendente del Petruzzelli ha impiegato più o meno lo stesso tempo per produrre lopera. In condizioni di ristrettezza, era tuttaltro che scontato. Intorno al regista Michele Mirabella, per la prima volta al Petruzzelli in questa veste, e al direttore Vito Clemente, ha costruito un cast di artisti e maestranze (su tutti, il duo Licheri-Cappellini per le scene e i costumi) che promette sorprese. Ciliegina sulla torta, gli sponsor: il gruppo Casillo, che ha sostenuto la produzione dellopera, e il ristorante Dona Flor, che si è fatto carico dei costumi. Una collaborazione che è di buon auspicio per il futuro che spinge Michele Mirabella a parafrasare Eduardo: «Addà passà 'a nuttata».