L'immobile aprirà in via eccezionale il 25 e 26 settembre Continua il viaggio del «Corriere del Mezzogiorno» alla scoperta del patrimonio storico della città di Lecce. Nel borgo antico esistono diversi contenitori storici chiusi da anni come «scrigni» segreti. Uno di essi, l'ex ospedale dello Spirito Santo, diventerà sede della Soprintendenza per i Beni Artistici Ex Caserma Cimarrusti Chiamato anche ex Convento dei Teresiani, è un antico edificio di proprietà della Provincia che nel 2008 doveva diventare sede di Belle Arti Ex Spirito Santo L'ex ospedale si trova a Porta Rudiae ed è di proprietà del Demanio. Fu edificato nel 1548 su disegni di Gian Giacomo dell'Acaya LECCE Due tra gli immobili storici del borgo antico in stato di abbandono, l'ex convento dei Teresiani (dai più conosciuto come Caserma Cimarrusti) e l'ex ospedale dello Spirito Santo, sono di proprietà pubblica. Entrambi fanno parte di quei monumenti che rappresentano il biglietto da visita della città, trovandosi appena dentro le mura del centro storico, vicino a Porta Rudiae. L'ex Ospedale dello Spirito Santo è un'immobile di proprietà del Demanio che la direzione regionale dei Beni culturali intende restaurare destinandolo a sede definitiva della Soprintendenza di Lecce. L'immobile aprirà al pubblico in via eccezionale il 25 e 26 settembre, durante le «Giornate europee del patrimonio», la manifestazione nazionale che quest'anno si svolgerà all'insegna dello slogan «Italia tesoro d'Europa». Per l'occasione sono state predisposte delle visite guidate. Proprietà della Provincia di Lecce, l'ex convento dei Teresiani è chiuso da anni e sulla sua facciata sono evidenti i segni del degrado che avanza. Nel 2008 l'ente di Palazzo dei Celestini siglò un protocollo d'intesa in base al quale lo stabile sarebbe dovuto diventare, previa riqualificazione, sede dell'Accademia di Belle Arti. L'accordo, però, non è andato a buon fine e la Provincia, oggi amministrata dal centrodestra, potrebbe anche assumere un atteggiamento di discontinuità rispetto alla passata gestione azzerando del tutto le intese precedenti. Lo fa capire il presidente Antonio Gabellone: «Stiamo considerando tutte le richieste che finora ci sono pervenute da più parti dopo che è stato perso il finanziamento per ristrutturale il palazzo». Il bando per l'affidamento dei lavori, risalente al 16 dicembre 2008, prevedeva erogazioni regionali per 1.700.000 euro e fissava l'apertura delle buste al 28 gennaio 2009. Ma le opere non sono mai state appaltate e l'accordo con l'Accademia è sfumato. Risultato: tutto da rifare.