Il fronte è contrario al consiglio regionale che vorrebbe costituire un'azienda agricola toscana PISA. Gli ambientalisti non ci stanno. Sono contrari al documento del consiglio regionale che ha approvato la costituzione di un'azienda agro-forestale cui verrà trasferita, insieme ad altre aziende e beni regionali, la proprietà e la gestione della Tenuta di San Rossore. E, della stessa opinione, è Giancarlo Lunardi, presidente del Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Il fine cui si ispira il consiglio regionale è nobile: risparmiare sulla spesa pubblica. Ma il risultato per San Rossore sarebbe negativo. I circoli di Legambiente di Pisa, Viareggio, Valdera, la Lipu di Pisa e l'Oasi Lipu di Massaciuccoli cui si aggiungono il Wwf di Pisa e Italia Nostra di Viareggio lanciano un appello alla Regione e agli enti della comunità del Parco affinché la soluzione prospettata dal consiglio regionale sia ripensata (l'iter prevede il lavoro in commissione per poi tornare in consiglio regionale per la definitiva approvazione). Gli ambientalisti contestano che l'operazione possa portare a un risparmio di risorse in quanto «il Parco ha gestito la Tenuta con criteri di economicità ed efficienza, evitando la duplicazione di uffici e funzioni: un'unica ragioneria, un'unica segreteria, unici il presidente e il consiglio direttivo, che amministrano San Rossore curando e valorizzando il grande patrimonio sia naturalistico che immobiliare che contiene». Mentre, sotto il profilo pratico, «l'attività che si vorrebbe affidare all'Azienda riguarda solo una parte marginale, circa il dieci per cento, della Tenuta: il resto è costituito da foreste, arenili e zone umide, già gestite con criteri di "tutela degli ecosistemi e della biodiversità"». Anche il presidente del Parco, Giancalo Lunardi, è contrario allo scorporo. «Annettere la Tenuta all'azienda agricola di Alberese o la Di Cesa di Arezzo non ha senso. San Rossore - spiega il presidente - non è un'azienda agricola. Si occupa soprattutto della tutela ambientale e paesaggistica e il passaggio dalla Presidenza della Repubblica alla Regione prevede che i due milioni di euro che ogni anno arrivano dallo Stato non vadano spalmati sulla Toscana. Inoltre, la Tenuta possiede fabbricati che sono superiori ad un piccolo Comune. E, per questo, abbiamo un apposito ufficio tecnico». Il presidente Lunardi ricorda che gli edifici sono a disposizione degli enti e della città. Solo nel 2009, nella sala Gronchi a Cascine Vecchie, sono state organizzate 30 iniziative di cui 25 per i comuni di Pisa e San Giuliano. Quest'ultimi, sono i due Comuni che territorialmente si dividono la Tenuta. «Aspetto - è la conclusione di Lunardi - che i due sindaci, Filippeschi e Panattoni, e il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, si esprimano sulla scelta del consiglio regionale».