è nata la nuova Sapienza. Dopo aver ridotto da 110 a 65 i Dipartimenti, riprogettandoli secondo lattività di ricerca, approvate, non senza qualche polemica ma sostanzialmente allunanimità, le Facoltà che coordineranno e valuteranno i Dipartimenti. Il Senato Accademico ha varato 11 Facoltà, prima erano 23, lo Statuto ne prevedeva massimo 12. Alcune Facoltà ripercorrono lo schema classico: Economia, Ingegneria, Giurisprudenza, Scienze matematiche fisiche e naturali), altre invece sono incentrate sullinnovazione scientifica. Come la Facoltà dIngegneria dellInformazione, informatica e statistica, forte dei rilevanti successi nella ricerca internazionale (due ricercatori hanno appena avuto assegnati finanziamenti milionari dellEuropean research council). Novità anche a medicina. La Facoltà di Medicina del S. Andrea, che si unisce alle due Facoltà di Psicologia, crea un polo scientifico-didattico che dalla medicina molecolare si muove verso le neuroscienze e le scienze comportamentali. Poi cè la Facoltà di Farmacia che dà luogo, con parte della vecchia Facoltà di Medicina, ad una aggregazione: con i biologi della Facoltà di Scienze vuole essere protagonista nel settore delle biotecnologie e della farmaceutica biologica molecolare. Si riunificano le due Facoltà di Architettura. Unimpresa che poteva apparire al limite dellimpossibile è stata la riunificazione dellarea umanistica, spezzettata 10 anni fa in 4 Facoltà ed ora ricomposta nella stessa Facoltà. Questarea annovera settori di straordinaria qualità, dallarcheologia (Palatino a Roma, Ebla, Pyrgi, Mozia). Le Facoltà entreranno in vigore il 1 novembre, con lelezione dei presidi, che avverrà in ottobre. Ma dove sta la novità vera? «Le Facoltà sono state confermate e costituite partendo dai Dipartimenti, cui lo Statuto demanda la funzione di organizzare oltre alla ricerca anche la didattica - spiega il rettore Luigi Frati - non più la scissione, ma una didattica fondata sulla buona ricerca. E soprattutto è dimostrato che se una università vuole può muoversi riformandosi senza imposizioni di legge». E ancora. «Il sistema di governance della Sapienza ora è basata sul decentramento delle funzioni, dalluniversità ai Dipartimenti, con le Facoltà che coordinano e valutano, premiano o penalizzando i Dipartimenti secondo i risultati - continua Frati - è lapplicazione della legge del 2009 che riserva parte del finanziamento ministeriale alla valutazione dei risultati in ricerca e didattica». Ed i tagli? Il rettore lo ha detto più volte arriverà a «chiedere il commissariamento della Sapienza». E oggi alle 12 Frati, in una conferenza stampa con il Senato Accademico, si farà portavoce del grido dallarme dei precari e dei ricercatori che minacciano di bloccare lanno accademico.