Batelli, presidente dellAcer: "Persi seimila posti di lavoro" "Per ogni miliardo di euro investito nel settore si produce occupazione per almeno 23 mila persone" I costruttori romani fanno quadrato contro il fantasma della crisi e incalzano le istituzioni. Eugenio Batelli, presidente dellAcer, ha squadernato le sue proposte ieri allassemblea dellassociazione. Gianni Alemanno, Renata Polverini e Nicola Zingaretti hanno ascoltato attentamente il suo intervento. Il dato-choc fornito da Batelli è il calo del 45 nel valore degli appalti dal 2008 al 2010 e la conseguente perdita di 6.000 posti di lavoro. «Oggi la situazione ha subito unulteriore involuzione, tanto da farci trovare nel mezzo di una pesante crisi: le imprese stanno smantellando la loro organizzazione». Un punto di partenza reso ancora più grave dallincidenza economica del settore: un milione di euro investito in edilizia, secondo lAcer, attiva un giro daffari da 1,79 milioni e ogni miliardo consente di creare complessivamente 23mila posti di lavoro. Come leve della riscossa, Batelli chiama in causa «le capacità imprenditoriali» dei costruttori e «il senso di responsabilità delle istituzioni». A queste lAcer chiede semplificazioni burocratiche («negli appalti dal bando di gara allinizio dei lavori si accumulano 4 anni») e un patto di cooperazione tra pubblico e privati per le infrastrutture e ledilizia popolare. Cessione dei diritti edificatori, interventi urbanistici privati, utilizzo degli immobili dismessi (caserme, depositi), manutenzione stradale in cambio di spazi pubblicitari, restauro dei beni archeologici e architettonici in cambio del loro parziale utilizzo: queste le proposte dei costruttori per sopperire alle carenze di cassa degli enti locali. Ma non manca uno spiraglio di fiducia: su scala nazionale fa ben sperare lincremento del 2,3 nel primo trimestre rispetto al 2009 nella compravendita delle case e del 13,7 nella stipula dei mutui. Segno che il settore privato delle costruzioni è alimentato da una buona richiesta («segnali che indicano la strada da percorrere»). Le richieste di Batelli, che evoca il Gran Premio di Formula 1 e le Olimpiadi del 2010 («occasione irripetibile») riguardano il contesto pubblico: rete infrastrutturale, sistemi per la mobilità, servizi e decoro urbano. LAcer parla di deficit di infrastrutture allarmante ed elenca lagenda («ci aspettiamo che la nuova amministrazione regionale passi dai progetti ai cantieri»): collegamento autostradale Roma-Latina, la Roma-Viterbo, la Orte-Civitavecchia, la Civitavecchia-Livorno e il completamento della strada dei monti Lepini. E poi cè la scelta del nuovo aeroporto, che dovrà sostituire Ciampino. Per il traffico di Roma (7 milioni di spostamenti quotidiani e 2,8 milioni di veicoli circolanti), lAcer chiede lintegrazione del Piano strategico per la mobilità nel Piano Regolatore. In ballo cè lo sblocco di un miliardo in fondi privati per costruire parcheggi (un totale di 53mila posti auto). E per le periferie (Infernetto, Centocelle, Tor Bella Monaca) la ricetta è «la sostituzione edilizia» nonché più fondi dal Piano Casa Regionale.
ROMA - "Cantieri fermi e imprese in crisi Ormai siamo allo stallo totale"
Eugenio Batelli, presidente dellAcer, ha presentato le proposte per la riscossa del settore costruzioni. Il dato-choc è il calo del 45% nel valore degli appalti dal 2008 al 2010, con una perdita di 6.000 posti di lavoro. Batelli chiede semplificazioni burocratiche e un patto di cooperazione tra pubblico e privati per le infrastrutture e ledilizia popolare. Le proposte includono la cessione dei diritti edificatori, interventi urbanistici privati, utilizzo degli immobili dismessi e manutenzione stradale in cambio di spazi pubblicitari.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo