Restaurata l'intera chiesa cinquecentesca Tra le opere più interessanti un'Ultima Cena SORANO. Tornano a risplendere nella loro bellezza originaria gli affreschi che adornano a Castell'Ottieri la cinquecentesca chiesa di San Bartolomeo voluta da Sinolfo Ottieri eminente prelato della Curia Pontificia e vescovo di Chiusi. Al primo restauro, relativo alla Cappella peggio conservata, finanziato dalla Regione e dal Comune di Sorano, si è aggiunto il secondo, più ampio, realizzato dalla Soprintendenza per i Beni storici e artistici di Siena e Grosseto con fondi del Ministero dei Beni Culturali. Attribuiti soprattutto alla scuola dei pittori amiatini Masini, e in parte a Antonio Masini, gli affreschi contribuiscono - assieme ad un'interessante "ultima cena "di ispirazione caravaggesca e ad altri dipinti - a rendere di particolare interesse e valore artistico la chiesa. All'inaugurazione dei restauri sono intervenuti il Soprintendente ai beni storici e artistici Emanuela Carpani con l'ispettore di zona Maria Mangiavacchi, il vicario della Diocesi Don Giampietro, che ha celebrato la messa assieme ad alcuni parroci, il sindaco di Sorano Pierandrea Vanni e l'assessore alla cultura Liana Fastelli. Il parroco Mathias Ketown ha espresso la gioia della comunità parrocchiale e ha ricordato i profondi legami che uniscono da secoli la comunità di Castell'Ottieri alla Chiesa. Il sindaco di Sorano, da parte sua, ha sottolineato come con il restauro degli affreschi «i cittadini di Castell'Ottieri riscoprono e si riappropriano di una parte della loro tradizione religiosa, storica e artistica». A. C.