Non bastano i soldi per il prestito libri e per i facchini che fanno la spola dal Belvedere "Anche se ci daranno i 50mila euro promessi arriviamo a gennaio" Il conto alla rovescia è cominciato. Se non arrivano nuove risorse, alla fine di novembre la Biblioteca Nazionale di Firenze dovrà pensare di ridurre lorario di apertura al pubblico. Non più tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 8,15 alle 19 (e mezza giornata il sabato), ma magari come è già successo a luglio aprire solo la mattina o soltanto in certi giorni. Lo dice la direttrice, Ida Fontana che ieri ha incontrato una delle associazioni dei lettori spiegando che «da 200mila euro lanno i fondi per il personale di una cooperativa esterna che svolge mansioni che vanno dal prestito dei volumi al facchinaggio, al ritiro e alla consegna degli ordini allemeroteca di Forte Belvedere sono ridotti a un quarto: 50mila euro». «Al ministero hanno detto che faranno il possibile per darcene altri 50mila, ma se anche fosse arriveremmo al massimo a gennaio» prosegue Fontana che dal 28 novembre lascerà la direzione di questa che è la più grande biblioteca italiana: 120 chilometri lineari di scaffali per 6 milioni di volumi, 25mila manoscritti e oltre 350mila fascicoli di periodici lanno. In piazza Cavalleggeri dovrebbe approdare tutto quello che viene pubblicato in Italia e lì dovrebbe essere catalogato e archiviato. Dovrebbe. «In realtà col blocco delle assunzioni e la diminuzione dei dipendenti oggi, dei 70mila volumi che ci arrivano ogni anno, ne cataloghiamo 40mila». Il resto si accumula. Stessa cosa per i giornali: 7mila catalogati su 15mila testate. Il resto rimane nei magazzini, non accessibile al pubblico, in attesa di tempi migliori. «Siamo preoccupati - spiega Lorenzo Peri, 25 anni, a un passo dalla laurea in Lettere e animatore unassociazione di lettori della Nazionale - Non possiamo più stare fermi a guardare, vogliamo organizzare una giornata di mobilitazione generale che coinvolga intellettuali, ricercatori, politici per accendere i riflettori sul valore di questa istituzione. Ci piacerebbe poter realizzare un concerto dentro la biblioteca coinvolgendo il Maggio Musicale. Non possiamo accettare una riduzione dellorario di apertura perché chi fa ricerca ha bisogno di consultare i libri tutti i giorni. Chiudere le sale è uccidere la missione e il ruolo stesso della Nazionale». Nei giorni scorsi si è mossa la commissione cultura di Palazzo Vecchio che sta preparando una mozione in difesa di «questeccellenza che non è soltanto fiorentina ma di tutto il Paese». «Il paradosso è che proprio in concomitanza dei suoi 150 anni - ha detto il presidente Leonardo Bieber (Pd) - la Biblioteca rischia di veder compromessa o ridimensionata la propria attività». Del caso si è occupato il presidente della Provincia Barducci e quello del Quartiere 1 Marmugi. La Nazionale di Firenze ha oggi 196 dipendenti di cui 45 sono lavoratori part time, quella di Parigi ne ha 2.500, Londra 1260. «Dal ministero ci hanno offerto dei tavoli informatici con video touch screen - riprende Ida Fontana - Io ho spiegato che mi servono soldi per tenere aperte le sale, fondi per sopravvivere più che arredi. Sto contrattando con Quadrifoglio di cedere una piccola area esterna in affitto per permettere loro di interrare i cassonetti e a noi di ridurre il debito che abbiamo di 93mila euro nel pagamento della tassa sulla nettezza urbana. A questo siamo ridotti». Da quattro anni non si spolverano più i libri, da tempo è sospesa la conversione del catalogo da cartaceo a digitale, nei magazzini giacciono 200mila volumi ancora da sistemare negli scaffali. E poi lintonaco dei muri con le ombre delle luci al neon levate dieci anni fa, il nastro isolante lungo il corrimano delle scale, il bar chiuso da tempo, il lucernario che lascia filtrare la pioggia e le sedie scassate nella sala consultazione. Questa è la fotografia di oggi della prima biblioteca italiana.
FIRENZE - Nazionale, lultimo affondo da novembre orario dimezzato. Fondi tagliati, costretta a ridurre lapertura
La Biblioteca Nazionale di Firenze sta affrontando problemi finanziari e di gestione. I fondi per il personale di una cooperativa esterna che gestisce le mansioni della biblioteca sono stati ridotti a un quarto, da 200mila euro a 50mila euro l'anno. Ciò ha portato a una riduzione dell'orario di apertura e a problemi di catalogazione e archiviazione dei libri e dei giornali. La direttrice, Ida Fontana, ha detto che il ministero ha promesso di fornire altri 50mila euro, ma se anche questo non arriva, la biblioteca potrebbe dover ridurre ulteriormente il suo orario di apertura.
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