Circolare del ministero de beni culturali sugli effetti del contenimento delle spese degli enti Verifiche ispettive con il mezzo proprio, autorizzazioni cum grano salis. Ok all'autorizzazione delle verifiche ispettive con il mezzo proprio del dipendente ma il via libera sarà rilasciato «esclusivamente nei casi strettamente necessari, per indifferibili motivi di necessità e urgenza, con l'espressa attestazione che non vi sia altro modo per effettuare la missione di attività ispettiva che si autorizza». A scriverlo è Roberto Cecchi, segretario generale del ministero per i beni e le attività culturali nella circolare 21 del 20 settembre 2010. I motivi per il riconoscimento delle ispezioni con l'auto del dipendente possono essere ritrovati nella conformazione geografica del territorio o per obiettive esigenze di servizio. La circolare prende in esame il campo di applicazione dell'articolo 6 comma 12 del dl 78 2010 Legge 1222010) che ha introdotto misure di contenimento della spesa pubblica. Nei tagli previsti dalla norma è stato previsto anche il contenimento delle spese per le missioni delle amministrazioni pubbliche, con lo stop delle autorizzazioni aI['effettuazioni delle verifiche fatto dai dipendenti con l'uso del proprio mezzo. Per il ministero dei beni culturali, comunque, ha continuato ad esistere la possibilità di autorizzare i dipendenti all'uso del mezzo proprio per le missioni effettuate per lo svolgimento delle attività ispettive di verifica e controllo. Il gancio per continuare a fornire il via libera lo ha dato il codice dei beni culturali (dlgs 422004) che riconosce ai soprintendenti di poter effettuare in ogni tempo, con preavviso non inferiore ai cinque giorni, le ispezioni volte a accertare l'esistenza e lo stato di conservazione o di custodia dei beni culturali; Rendendo inoltre delegabili al personale dell'ufficio le ispezioni affidate ai soprintendenti. La chiave di lettura del ministero ha incassato il placet del ministero dell'economia e delle finanze (mef). Con nota del 14 settembre 2010, infatti, il capo di gabinetto del Mef, Vincenzo Fortunato, ha ribadito che per la parte relativa al contenimento delle spese delle missioni (ultimo capoverso del comma 12) si deve rendere applicabile l'esclusione del quarto capoverso, sempre dell'articolo 6, «il presente comma non si applica alla spesa effettuata per lo svolgimento di compiti ispettivi», e sottolinea che la misura: «può ritenersi che essa non operi in relazione al personale adibito a compiti istituzionali di verifica e di controllo». Ma il capo di gabinetto del Mef chiude la nota con la precisazione che «resta comunque ferma la necessità che anche il personale adibito a compiti ispettivi si attenga ai principi di contenimento della spesa contenuti nelle disposizioni in esame». Proprio per questa necessità, il capo di gabinetto fornisce un'indicazioni per le priorità da seguire nella concessione dell'autorizzazione: «In taie ottica», scrive Fortunato, «esso userà prioritariamente mezzi di trasporto diversi dal mezzo proprio solo nei casi in cui detta scelta sia imposta dalla particolare conformazione geografica del territorio di destinazione ovvero da obiettive esigenze di servizio». Il solco che traccia il Mef è recepito nella circolare di ieri del ministero dei beni culturali, il documento chiude infatti, precisando che le autorizzazioni siano rilasciate esclusivamente nei casi strettamente necessari, per indifferibili motivi di necessità e urgenza con l'espressa attestazione che non vi sia altro modo per effettuare la missione di attività ispettiva che si autorizza. «Il personale tecnico scientifico del Ministero", commenta il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, «potrà continuare a utilizzare mezzi di trasporto privati per ragioni di servizio legate alla salvaguardia del territorio e dei beni storici, artistici, architettonici e archeologici, così come prevede una circolare siglata oggi dal segretario Generale, Roberto Cecchi. Grazie all'impegno degli uffici del MiBAC e alla sensibilità del Ministero dell'Economia", continua il ministro, «è stato possibile far prevalere il buon senso, adottando una soluzione che tiene conto delle impellenti e inderogabili esigenze delle Soprintendenze nell'esercizio delle funzioni di tutela del paesaggio e del patrimonio culturale".