Nella struttura, ora in stato di degrado, si potranno realizzare un albergo e una Rta L'Asl venderà la colonia su viale Apua per 3 milioni di euro Entro fine anno l'ex colonia Laveno, lungo viale Apua, sarà messa in vendita, con un bando pubblico, dall'Asl. L'azienda sanitaria, infatti, ha recentemente perfezionato l'atto di permuta con il comune di Pietrasanta (precedente proprietario), cedendo a quest'ultimo parte dell'ex ospedale Lucchesi. «Entro la fine di questo mese - spiega il direttore amministrativo dell'azienda sanitaria, Claudio Rapalini - inoltreremo al comune la richiesta di licenza edilizia per la Laveno. Poi, entro fine 2010, dovremmo essere in grado di predisporre il bando di gara». Secondo il piano regolatore nell'ex colonia marina potrà essere ricavata (con ampliamento) una struttura ricettiva, de destinare per il 60 ad albergo e per il restante 40 a Rta (residenza turistico-alberghiera). La struttura, che attualmente è in preda a erbacce e incurie e di sicuro non rappresenta un bel biglietto da visita per Pietrasanta, sarà insomma messa in vendita "chiavi in mano": chi la comprerà dovrebbe già avere tutte le autorizzazioni per partire a tambur battente con i lavori di ristrutturazione. «Proprio in questi giorni - prosegue il direttore Rapalini - abbiamo in corso una perizia per stabilire la base d'asta. Che comunque dovrebbe aggirarsi intorno al valore citato nella permuta con il comune: si tratta di 2 milioni e 945mila euro». Prima della messa in vendita dovrà essere osservato un altro passaggio formale: la comunicazione della volontà dell'As alla Soprintendenza, visto che l'immobile è vincolato: in particolare, sono ritenute meritevoli dal punto di vista artistico le formelle in ceramica Ginori sulla facciata opera di Giò Ponti. Resta da vedere se (e quanti) imprenditori saranno disposti ad accollarsi l'onere di acquistare prima e ristrutturare poi l'edificio, davvero in precarie condizioni. A villa Pergher soffia un discreto ottimismo: ma già altre volte gare di questo tipo (soprattutto al primo incanto), anche indette da altre aziende sanitarie, sono andate deserte.