ieri riunione del cda: «il tempo stringe, decisione al massimo entro fine mese» I dipendenti del teatro dovranno scegliere tra cassa integrazione e contratti di solidarietà francesco margioccoVIA LIBERA al referendum da parte del consiglio d'amministrazione del Carlo Felice. Entro la fine del mese i dipendenti del teatro lirico saranno chiamati a decidere sul loro futuro. La scelta è a dir poco difficile: cassa integrazione "in deroga" fino alla fine dell'anno, con il meccanismo della rotazione, per garantire il funzionamento del palcoscenico, e uno stipendio ridotto al 60, oppure contratti di solidarietà, cioè meno ore di lavoro e stipendio ridotto all'80, ma per un intero anno. Lo ha deciso, ieri, il consiglio d'amministrazione della fondazione lirica. «Dobbiamo concludere assolutamente entro settembre», spiega il sindaco e presidente della fondazione, Marta Vincenzi, ricordando che «ogni giorno che passa il teatro perde 45mila euro». Il referendum «sarà preceduto - dice Vincenzi - da un'informativa chiara». Forse già domani, certamente entro la fine della settimana, il sovrintendente Giovanni Pacor e il direttore di staff Renzo Fossati convocheranno i segretari dei sindacati. Per una riunione che - si veda l'articolo qui accanto - si annuncia difficile. Con la sola eccezione della Cgil, infatti, i sindacati si sono sempre detti contrari alla cassa integrazione. Ma lo stesso ministro Sandro Bondi, dopo un recente incontro con il sindaco di Genova, ha spiegato tramite nota stampa che non sono disponibili, al momento, «fondi straordinari» per il Carlo Felice. E che è quindi necessario «concordare sulla necessità di utilizzare al più presto tutti gli strumenti che le leggi sul lavoro permettono». La scelta, insomma, è tra la cassa integrazione e i contratti di solidarietà (proposti dalla Uil). Con, in entrambi i casi, una garanzia: il "piano industriale" per il 2011 e 2012 che il sovrintendente Giovanni Pacor ha illustrato giovedì ai lavoratori non prevede alcun licenziamento, ma anzi un incremento della produttività e delle recite. Sulla proposta di referendum, tutto il consiglio d'amministrazione è d'accordo: hanno votato a favore, ieri, anche i due consiglieri "di minoranza", nominati dal ministro Bondi, Mario Menini e Sergio Maifredi. «Nessuna ipotesi può essere portata avanti senza il consenso dei lavoratori: il referendum è perciò necessario», commenta Vincenzi. «Se il Carlo Felice si trova in questa situazione - dice il sindaco - non è per colpa dei lavoratori. Così come non lo è nel caso di Fincantieri o della acciaierie di Cornigliano. Ma i numeri, purtroppo, sono drammatici. E di fronte a questi numeri siamo chiamati tutti a fare un sacrificio». margioccoilsecoloxix.it