Una villetta di due piani abbattuta per far posto a un edificio di quattro nel cuore del QT8. Quanto basta alla soprintendente regionale, Carla Di Francesco, per dare il via alle procedure di vincolo paesistico-ambientale per l'intero quartiere sperimentale sviluppato da Piero Bottoni nel 1945 in occasione dell'VIII Triennale. Una prassi insolita, ma essenziale per «salvare» l'intera zona da possibili speculazioni edilizie che ne modificherebbero radicalmente l'aspetto e mortificherebbero l'unità stilistica di un progetto tuttora studiato nelle aule dì architettura. «È uno dei quartieri d'autore del dopoguerra spiega la Di Francesco con delle costruzioni esemplari. Se è possibile demolirle e cambiare le volumetrie, allora è necessaria una tutela paesistico-ambientale». Nei prossimi giorni si riunirà la commissione provinciale e successivamente la direzione regionale e la soprintendenza procederanno all'apposizione del vincolo. Tutto nasce da un esposto in Procura presentato dal consigliere di zona dell'Italia dei Valori, Enrico Fedrighini, su una palazzina di due piani in via Versilia. All'inizio era previsto un ampliamento. La risposta del Comune è stata negativa: c'è una convenzione. Solo cambiando la convenzione con un atto apposito del Comune e previo l'accordo tra tutti i proprietari si possono sfruttare nuovi volumi. Ma la proprietà non si dà per vinta e presenta una sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce la decadenza delle convenzioni qualora il piano regolatore generale attribuisca alla zona nuove destinazioni. In questo caso il Prg prevede per il QT8 un uso residenziale. Quanto basta ai proprietari per andare avanti. Presentano una dichiarazione di inizio di attività. «E dopo un po' attacca Fedrighini scopriamo che la villetta monofamiliare di due piani è stata demolita. Altro che ristrutturazione e manutenzione». La spiegazione ufficiale è che durante i lavori di demolizione parziale sono emersi segni di cedimento strutturale. Ma il verbale della polizia municipale racconta un'altra storia: «Il coordinatore della sicurezza del cantiere scrivono i vigili non era in grado di esibire alcuna segnalazione dei lavori urgenti presentata al competente settore». Il timore di Fedrighini e di tutto il consiglio di zona 8 (che ieri ha approvato all'unanimità una mozione in cui si chiede all'assessore all'Urbanistica, Gianni Verga, di bloccare immediatamente i lavori) è che al proprietario di via Versilia si affianchino altri proprietari e che lo storico QT8 si trasformi in qualcosa di completamente diverso. Le villette monofamiliari di due piani in palazzi da quattro piani (più sottotetto e locali interrati), uno stravolgimento totale del progetto di Piero Bottoni. «Un quartiere come questo in altri paesi sarebbe preda di studiosi di tutto il mondo continua Fedrighini , a Milano è preda di imprenditori furbi e di un apparato amministrativo che si limita a osservare difendendosi dietro tecnicismi. Che non reggono, perché il settore urbanistica in più di un'occasione ha detto che quell'intervento non si può fare». A togliere le castagne dal fuoco è stata proprio la Soprintendenza, invocata dallo stesso Fedrighini. Un intervento «storico» per un quartiere «storico». Con un vincolo paesistico sul «costruito» che fissa l'interesse pubblico e le norme da seguire per tutelare un intero quartiere. «Se la Soprintendenza metterà il vincolorisponde l'assessore Gianni Verganoi possiamo solo essere contenti». Un modello urbanistico IL PROGETTISTA Il quartiere residenziale QT8 è nato da un progetto dell'architetto Piero Bottoni nel 1945, durante l'VIII Triennale. La sigla QT8 deriva proprio da quella edizione dell'esposizione. Si estende su 18 mila metri quadrati LE LEZIONI QT8 viene studiato durante le lezioni di architettura. Le strade residenziali sono vicoli ciechi, per evitare il traffico. Gli edifici sono realizzati secondo canoni prestabiliti. Per legge ogni lotto abitativo deve essere occupato per tre quarti da verde.
Vincolo ambientale sul QT8. Quartiere storico da salvare
La soprintendente regionale Carla Di Francesco ha dato il via alle procedure di vincolo paesistico-ambientale per l'intero quartiere sperimentale QT8, sviluppato da Piero Bottoni nel 1945. La decisione è stata presa dopo un esposto in Procura presentato dal consigliere di zona dell'Italia dei Valori, Enrico Fedrighini, su una palazzina di due piani in via Versilia. La palazzina è stata demolita per far posto a un edificio di quattro piani, ma la proprietà non si è data per vinta e ha presentato una sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce la decadenza delle convenzioni.
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