PALERMO. Il turismo siciliano cambia rotta. Finora ha puntato sul mare e sul sole. Domani, partendo dal mare e sole, vuol promuovere la cultura e i grandi eventi. Fabio Granata è passato da poche settimane dall'assessorato regionale alla Cultura a quello al Turismo e intende voltar pagina nella gestione delle iniziative in Sicilia. Non rinnega nulla di quanto fatto dal suo predecessore Francesco Cascio. Anzi vuoi partire dall'esistente e sottolinea l'importanza del lavoro svolto da chi lo ha preceduto e dei dati emersi alla Conferenza nazionale del Turismo che vedono incrementi superiori al 30 a Messina, del 25,41 a Palermo e provincia, del 13 a Catania e così via. «È stato fatto un lavoro importante - sottolinea Granata - per altro confortato dai dati relativi a tutto il territorio regionale che vedono crescere del 5,84 i turisti italiani e del 3,67 gli stranieri». C'è però per l'assessore una domanda forte di turismo culturale. «È la strada da battere. La gente viaggia per i siti culturali o per i grandi eventi. Il Satiro a Mazara ha portato in pochi mesi 120.000 presenze. Pensiamo a tutto quello che si è smosso nei mesi scorsi a Palermo, al TaorminaArte, agli spettacoli al Teatro greco di Siracusa». Come muoversi Granata lo spiega subito dopo: «Il turismo stagionale che si promuove con lo slogan mare e sole non rende più come prima. Tra l'altro ci sono località all'estero, penso alla Croazia, che oggi sono in grado di far prezzi e offrire servizi migliori dei nostri. Il turismo culturale può garantirci nove mesi di presenze e forse più all'anno». Sul modo di attuare questa scelta, Granata mostra certezze: «Cambieremo filmati e slogan che promuovono la Sicilia per il 2005 e 2006. Niente più mare, sole e coste accompagnati dallo slogan "Sicilia, tutto il resto è ombra". Punteremo sui siti culturali, sui grandi eventi con slogan sul concetto, parafrasando Goethe, che "In Sicilia è nata l'Europa", che con la Sicilia è nata la civiltà della differenza e della specificità. Punteremo da un lato su un forte ritorno di turismo culturale europeo. Per i mercati che si aprono, ad esempio il Giappone, invece, attraverso l'operazione che porterà il Satiro nel Paese del Sol Levante, dove rappresenterà l'Italia all'Expo universale del 2005, puntiamo ad una operazione di qualità straordinaria. Che dovrebbe portare turismo di fascia medio alta in Sicilia. Un turismo non stagionale». L'obiettivo è una stagione che duri almeno nove mesi, anche destagionalizzando gli eventi. «Non mi interessa - spiega Granata - sovraccaricare Taormina o Palermo o Siracusa in luglio e agosto, ma un programma di iniziative culturali che duri almeno nove mesi. Penso anche al turismo religioso e a quello scolastico e universitario». Granata preannuncia una legge quadro e la nascita di una Agenzia nazionale annunziata da Berlusconi, che semplifichi promozione e raccolta dei dati, azzerando le aziende provinciali del turismo e le aziende autonome del turismo. L'obiettivo è razionalizzare i flussi coinvolgendo i privati. «Io chiederò - dice l'assessore - agli operatori alberghieri una politica dei prezzi che ci consenta in bassa stagione di andare sui mercati delle Borse turistiche a proporre pacchetti con iniziative per i giovani e ricezione a prezzi competitivi». A Roma si fanno le notti bianche con due milioni di persone per strada. L'idea piace molto all'assessore: «Stiamo programmando iniziative che vanno in questo senso». Ma c'è anche il bicchiere mezzo vuoto. Tutte le agenzie turistiche oggi promuovono pacchetti turistici in tutto il mondo a costi molto bassi. Invece è raro trovare all'estero agenzie che vendano un pacchetto Sicilia. «Ci stiamo pensando. Stiamo andando a monitorare i collegamenti aerei diretti, contiamo di orientare i nostri sforzi promozionali, almeno il 50 delle ri sorse, verso le località collegate direttamente con l'Isola. Aggiungerei anche Catalogna, Grecia e Russia dalla quale in un anno sono arrivati in Sicilia settantamila turisti. Penso anche ad accordi bilaterali tra gli enti turistici. Io andrò con il ministro Urso a Shangai per creare i presupposti per un collegamento diretto con la Sicilia. In cantiere c'è anche un accordo con Trenitalia per viaggi sulle linee dismesse, magari con i caselli che diventino sedidi ristoro, dove acquistare vino, olio, olive, formaggi. Tra storia, cultura, tradizioni, musica». Un'idea affascinante.