Dopo i cittadini della Macine anche l'Asvaip (Associazione per lo Studio e la valorizzazione dell'archeologia industriale pratese) e l'Aipai (Associazione italiana per il patrimonio archeologico) si mobilitano contro il nuovo piano di recupero della cementizia. Le due associazioni sono preoccupate per la destinazione finale della struttura dei forni sormontata dalle quattro ciminiere quadrangolari. «Abbiamo redatto un documento congiunto - spiega il presidente dell' Asvaip Giuseppe Guanci - in cui vengono espresse tutte le nostre perplessità, abbiamo anche chiesto un incontro con l'amministrazione per capire meglio l'entità del progetto». Nella denuncia, che è anche pubblicata sul sito dell' associazione, si ricorda che l'ex cementificio Marchino è un' «icona dell'archeologia industriale pratese, che da un punto di vista sia percettivo, che storico-documentale, è patrimonio comune a cui, quindi, si deve prestare la massima attenzione nel momento in cui ci si accinge a trasformarla». L'Asvaip condivide comunque la scelta di ridurre le volumetrie in modo da esaltare l'aspetto più propriamente legato all'archeologia industriale, ma è preoccupata per la preponderanza degli spazi privati a favore di quelli pubblici: «La prima cosa che balza all'occhio - si legge nel documento - è che questa struttura, rispetto al precedente piano, da pubblica che era diviene ad uso privato inoltre la destinazione d'uso sarà a terziario e commerciale, ovvero uffici con vista esclusiva sulla piana e negozi». Se il cambio di destinazione non è condiviso non lo sono neppure gli interventi di tipo architettonico. «I solai che verranno inseriti intorno ai forni e il tamponamento a filo degli alti pilastri in cemento - spiega il presidente dell'Asvaip - effettivamente possono richiamare strutture un tempo presenti all' interno della cementizia, ma la consistenza è decisamente diversa visto che non servirebbero per proteggere gli operai dai venti freddi invernali, ma a suddividere la struttura in tante unità. Quest'operazione impedirebbe una lettura organica d'insieme dell' ex cementificio Marchino e soprattutto la possibilità di destinarla a spazi pubblici». L'Asvaip promette di «intraprendere tutte le iniziative del caso, vigilando attentamente sui futuri sviluppi della questione».