A Farindola stop ai lavori e denuncia. Ma non finisce qui Muratura e cemento armato per «soffocare» le vestigia dell'antica Roma. Si costruisce a Farindola su quel che resta di un antico passato. I carabinieri di Penne, coordinati dal capitano Massimiliano Di Pietro, assieme agli uomini della Soprintendenza dei Beni culturali e archeologici dell'Abruzzo, hanno sequestrato un'area di circa 5 ettari di proprietà privata su cui, abusivamente, era stato costruito un manufatto in muratura e cemento armato quasi a ridosso di una grande cisterna di epoca romana in parte danneggiata nel corso dei lavori. Solo un occhio esperto - quale quello dei tecnici della Soprintendenza - poteva accorgersi che dietro la struttura in cemento si nascondeva una preziosa e antica cisterna romana. I lavori hanno in parte danneggiato l'opera ma non tutto è perduto. Chi è del settore l'ha definita un bene di interesse storico archeologico. Nonostante l'area sequestrata fosse stata debitamente censita nella mappatura della provincia come zona di elevato interesse archeologico, il responsabile del procedimento dell'amministrazione comunale di Farindola, nel maggio scorso sembra che abbia autorizzato a costruire su quel terreno, senza, però, richiedere la tempestiva e dovuta autorizzazione anche alla Soprintendenza. E i lavori effettuati, purtroppo non sono stati senza conseguenze: l'antica cisterna romana, infatti, presenta un vistoso buco del diametro di 60 centimetri. Alcuni reperti sono stati recuperati proprio durante il sopralluogo e consegnati al responsabile della Soprintendenza. Il proprietario dell'area è stato denunciato per aver realizzato opere illecite su beni culturali e deve rispondere dell'accusa di danneggiamento al patrimonio storico artistico e culturale. Bisognerà poi accertare eventuali profili di responsabilità relativamente al procedimento amministrativo correlato all'avvenuta edificazione.
Abruzzo - Cubo di cemento sui resti d'epoca romana
A Farindola, un'area di 5 ettari è stata sequestrata per aver avuto un manufatto in muratura e cemento armato costruito su un'antica cisterna romana. I lavori hanno danneggiato l'opera, ma alcuni reperti sono stati recuperati. Il proprietario dell'area è stato denunciato per aver realizzato opere illecite su beni culturali. I carabinieri e gli uomini della Soprintendenza dei Beni culturali e archeologici dell'Abruzzo hanno sequestrato l'area e hanno recuperato alcuni reperti. Il procedimento amministrativo correlato all'avvenuta edificazione è stato segnalato. La cisterna romana è stata definita un bene di interesse storico archeologico.
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