Borghi torna sulla sua "cacciata": «Qualcuno non ha digerito che abbia bloccato la realizzazione del Progettone Gavorrano» Massimo Borghi è tornato ieri a difendersi dalle accuse contenute nella mozione di sfiducia presentata dal Pd gavorranese. L'ex sindaco ha voluto affrontare un argomento in particolare: l'urbanistica e nel farlo ha raccontato la storia del "Progettone Gavorrano". Inserita nella mozione come uno delle motivazioni per la sfiducia, l'urbanistica è stata al centro della discussione nell'incontro di ieri a Bagno con l'ex sindaco. «Sono stato accusato di aver fermato i progetti» dice Borghi e carico di tutta la documentazione necessaria, ha spiegato del Progettone Gavorrano. «Al momento dell'accordo con il Pd per presentare la lista, ho subito pressioni sottili e personali affinchè portassi avanti questo progetto, a cui sono sempre stato contrario». Questo Progettone prevedeva la costruzione di 70 appartamenti, 50 garage e di un parcheggio sotterraneo di 150 posti là dove sono le scuole medie ed elementari di Gavorrano, che a loro volta serabbero state spostate in un'altra area. Non convinto, e raccomandato della "massima cautela" dall'architetto comunale, Borghi ha commissionato a un professionista una perizia legale su questa operazione. «Ne è venuto fuori - spiega - che il progetto lo avrebbe dovuto fare il comune (per un totale di 700.000 euro) e che avevamo il compito di trovare un accordo con i privati oppure di acquisire i terreni». Dopodichè, Borghi ha fatto fare uno studio sui costi e i benefici del Progettone. «Il costo per il privato che avrebbe vinto il bando - continua - era di 17.928.000 di euro e i benefici sarebbero stati di poco più di 12.000.000 di euro». Insomma, un saldo negativo di oltre 5 milioni di euro, ammortamenti esclusi. Gli scenari che si sarebbero aperti da questa situazione, a quanto descrive l'ex sindaco improponibile per qualsiasi ditta costruttrice, sarebbero stati tre: o il bando sarebbe stato disertato dai privati, o una ditta se lo sarebbe aggiudicato per poi lasciare i lavori a metà o addirittura «poteva rappresentare una ghiotta occasione per i soldi mafiosi da riciclare che circolano nel nostro territorio. - ha detto Borghi - Per questo l'ho fermato». Con l'urbanistica Borghi non finisce qui. Tocca tutti i punti su questo tema in cui è stato attaccato in questi 14 mesi, compresa la cantina progettata da Renzo Piano anni fa. «Quella struttura è in deroga rispetto al regolamento urbanistico. Chi ha messo l'urbanistica nella mozione avrebbe fatto bene a pensarci meglio».