Chiude per dissesto - e al momento non è possibile prevedere quando riaprirà - la Biblioteca nazionale di Palazzo Reale. Per due giorni consecutivi, mercoledì e giovedì, dalla volta della Sala Prestiti sono venuti giù pezzi di intonaco. E il direttore Mauro Giancaspro non ha potuto far altro che sbarrare le porte, chiamare un'impresa per la spicconatura dei calcinacci ancora in bilico sul soffitto, chiedere un'indagine fessurativa e avvisare la Soprintendenza. Per l'inizio della settimana prossima, eliminata la situazione di pericolo imminente, si attende un sopralluogo dei tecnici che dovranno stabilire la causa del cedimento (al momento sarebbe esclusa l'ipotesi infiltrazioni d'acqua), stabilire quali lavori sono necessari per risolvere il problema e quanto tempo ci vorrà per portarli a termine. Nel frattempo agli utenti della Biblioteca (sei-settecento al giorno in media) sarà proibito l'accesso, perché il locale interessato dal dissesto si trova proprio al centro della struttura e svolge anche una funzione strategica per la richiesta e la fotocopiatura dei volumi. Rinviati a data da destinarsi anche gli eventi programmati per i prossimi giorni (presentazioni di libri e convegni). «È il prezzo che si paga perché abbiamo sede in una struttura antica e monumentale», commenta il direttore Giancaspro, che sperava di essersi lasciato molti problemi alle spalle con i recenti lavori di rifacimento dell'impianto elettrico e antincendio. «E quella dove è venuto giù il soffitto - prosegue - è l'ala più sfortunata dell'edificio». Nel '43 una pioggia di bombe colpiva il Palazzo Reale sul lato esterno che si affaccia sul porto, provocando danni pesantissimi soprattutto ai locali della Biblioteca. Vennero lanciati almeno quaranta ordigni, uno dei bossoli (ritrovato anni dopo in una stanza murata) è ancora conservato come una reliquia nella Sala Africa del Fondo Aosta. Negli anni '50 un imponente lavoro di restyling restituiva dignità e splendore agli ambienti disastrati dalla guerra. Giancaspro mostra una foto d'epoca dell'attuale Sala Prestiti, così come appariva subito dopo l'intervento di recupero: «Un capolavoro, ma oggi è di nuovo chiusa per la caduta dell'intonaco».