Il gallerista: spazio ai protagonisti storici e apertura internazionale Napoli? È asfittica sul piano culturale. Parola di Peppe Morra, il gallerista che ha creato il piccolo e prezioso museo Nitsch dedicato all'artista tedesco di cui porta il nome. La gestione culturale degli ultimi anni in città? Praticamente un disastro, secondo Morra. Nonostante alcune iniziali buone intenzioni. Questa in sintesi l'opinione di un protagonista storico della vita culturale di Napoli, dichiaratamente deluso da Bassolino, che oggi dà la sua ricetta: «Aprirsi alle influenze internazionali, dialogare con l'estero, abbandonare i provincialismi». Se questa sarà la via imboccata dalla nuova giunta regionale di centro-destra non è ancora dato sapere. Di sicuro per ora ci sono i tagli al museo Madre, al Teatro Festivai e ad altre «punte di diamante» dell'era bassoliniana. Che cosa ne pensa Peppe Morra? «Sono stato partecipe», ricorda, «della prima esperienza bassoliniana, ma fin dall'apertura del Madre ho dichiarato la mia posizione polemica per la mancanza di progettualità e divisione complessiva. Credo che si sarebbe dovuta aprire la Fondazione Donnaregina a sponsor e soci sostenitori per la gestione del museo. Invece c'è stata una chiusura e poi le spese sono state eccessive, le mostre costosissime, tutte cose che oggi si scontano». Allora lei è tra quelli taglierebbero il Madre? "No, assolutamente. E' un museo importante, bisogna mantenerlo in vita, studiando per come far diminuire i costi. Una gestione più attenta fa bene alla continuità». Dunque aprirebbe ai privati? «Non nella proprietà, solo nella gestione. E poi un museo non può essere gestito solo da politici, magari bisognerebbe coinvolgere quelli che hanno rappresentato l'arte internazionale a Napoli negli anni Sessanta e Settanta. Questo potrebbe portare a una maggiore apertura. Molte mostre sono fatte un po' con i paraocchi. Dal momento che il Madre è un museo epigonale rispetto ad altre strutture internazionali e opere più importanti degli stessi artisti che sono qui si trovano altrove, ci vorrebbero maggiore coraggio e originalità nelle scelte». Bassolino tentò un dialogo con i galleristi? "Sì, ci sono stati diversi tentativi, ma nessuno andato a buon fine. Que1lo che dicevamo non veniva tenuto in alcun conto. Noi galleristi storici siamo stati i primi esclusi». L'assessore De Mila nega l'importanza dei grandi eventi. Lei è d'accordo? «Sulla Piedigrotta senz'altro sì, ha fatto il suo tempo. Ma se si mettessero in piedi dei veri eventi internazionali, di poesia, musica o arte, allora si potrebbero ottenere prestigio e pubblico". Come l'attuale Festival del Teatro? «In parte. Non credo però che questa manifestazione abbia raggiunto un respiro realmente internazionale. E, come il Madre, ha avuto ricchi finanziamenti. Piuttosto mi sembra un peccato tagliare sul Forum delle Culture, nel quale credo molto». Come mai? un progetto buono, che allarga gli orizzonti e la partecipazione. In particolare, il Museo Nitsch ha manifestato l'interesse per gestire il vicino Convento delle Cappuccinelle in salita Pontecorvo, nell'ambito del piano strategico. Ci richiamiamo al nostro discorso sui quartiere dell'arte, un vecchio sogno nel cassetto che oggi potrebbe diventare possibile proprio nell'ambito dei Forum delle culture». Il «Corriere del Mezzogiorno» ne ha già parlato in passato: si tratta di residenze d'artista? "Non solo. il progetto si allarga a coinvolgere l'economia locale, l'artigianato di qualità, oltre gli studi d'artista. E tutto concentrato nella zona a ridosso di piazza Dante». Renato Nicolini ha ipotizzato la creazione di un ascensore per collegare il Museo Nitsch con la piazza... «E' stata una bellissima sorpresa leggere questa proposta sul Corriere . E' una delle idee che consentirebbero di portare al Museo un pubblico più ampio». Insomma, cosa si aspetta ora dalla nuova giunta? «Considerato il fatto che il passato prossimo è stato disastroso spero che qualcosa cambi in meglio. Abbiamo visto che la Regione ha varato dei bandi aperti anche a soggetti privati come il nostro che è un museo di interesse locale. Mi sembra un importante segnale di allargamento: magari ci arriverà qualcosa di quei 12 milioni tagliati al Madre e alle altre manifestazioni». E del Natale in piazza Plebiscito che cosa ne pensa? L'assessore De Mita dice che cambierà. «Non si discute la qualità delle opere che negli ultimi anni sono state allestite a piazza Plebiscito. Ma perché le opere stesse non sono state lasciate poi alla città come patrimonio pubblico? E perché la manifestazione non si poteva allargare ad altri luoghi della città? Bisogna aprirsi. Napoli interpreta male il senso della parola cultura. Prendiamo Galassia Gutenberg: era diventata una fiera paesana con fondi di magazzino. Quest'anno non si è fatta e chi se ne è accorto? Dobbiamo avere più coraggio, creare comitati scientifici di alto profilo e puntare in alto, altrimenti non si crescerà mai». Museo Nitsch «Il museo di salita Pontecorvo parteciperà al Forum delle Culture con un progetto di gestione del vicino Convento delle Cappuccinelle» Eventi e luoghi Piedigrotta «Sono d'accordo con l'assessore De Mita: meglio tagliare su questa festa che è stata molto importante ma che ha anche fatto il suo tempo. Napoli deve pensare a progetti nuovi e soprattutto internazionali» Teatro Festival «Una manifestazione di indubbia qualità ma non credo che abbia davvero il respiro internazionale che si è detto. Non arriva certo una massa di pubblico dall'estero, per assistere agli spettacoli»