Non è una scoperta doggi che anche i cosiddetti poteri forti incanalino previsioni urbanistiche di parte allo scopo, come dire, di un corretto sviluppo edilizio, facendo in modo che i pubblici amministratori non incorrano, durante liter pianificatorio, in macroscopici errori. Il Pug di Monopoli, a mio giudizio, ne conterrebbe almeno tre. Il primo è la localizzazione delle aree portuali e della cantieristica navale: assurda la previsione di due porti (il commerciale esistente e il turistico previsto sullo sfocio del torrente Ferraricchio e attaccato alla diga di tramontana) contigui al centro urbano senza sbocco nel retroterra, viabilità e parcheggi. Lo scalo turistico, previsto proprio in prossimità del campo sportivo centrale, é foriero di ulteriore intasamento del traffico là già caotico. Perciò: o si doveva prevedere lo spostamento dello stadio V.S. Veneziani, o non si doveva prevedere lì un porto turistico. E sarebbe stato meglio prevedere lo spostamento di tutte le attività cantieristiche navali sulla zona costiera a Nord dellimpianto depurativo della fogna a Torre DOrta, visto che quel tratto di costa confina con lattuale zona industriale. Il secondo è lindividuazione delle nuova zona industriale. E ragionevole pensare che almeno le attività produttive debbano prevedersi il più lontano possibile dai centri urbani, come giustamente aveva immaginato il prof. Piccinato, estensore del precedente Prg, già trentacinque anni fa. Non fossaltro per evitare interferenze fastidiose con il vivere cittadino. Il terzo è lubicazione delle tre grandi aree residenziali periferiche urbane: la prima a Nord, individuata nel Pug-strutturale e delimitata dalle vie Capitanio, Campione e dalle aree militare e industriale, a cavallo della via Conversano fino al suo svincolo con la tangenziale. Generalmente è sprovvista di servizi essenziali. Ma la cosa più raccapricciante è che al suo interno esiste la centrale Enel di Zona (dove arrivano e si dipartono ben quattro linee elettriche ad alta tensione. E lì di fronte cè anche larea del serbatoio dellAQP, dove arrivano le diramazioni idriche principali, di cui una attraversante il riduttore di pressione da cui si dipartono le adduzioni suburbane verso la città e verso la zona industriale. La seconda area residenziale risulta incastrata fra la s.s. 16, il torrente Ferraricchio e la famigerata fascia di rispetto cimiteriale, destinata alledilizia privata con una cospicua parte (solo quella, si dice) a disposizione delle cooperative: praticamente un ghetto da costruirsi proprio nel mezzo di uliveti secolari! La terza, dislocata a Sud, piccolissima e, chissà perché, non più sviluppata a monte della via Traiana, come già sancito dal DPP approvato allunanimità dal Consiglio comunale nel gennaio del 1977, laddove ci sono tutti i servizi essenziali e vi vegetano scarsi ulivi. Questarea risulta addossata al torrente Lama don Angelo, dove bisognerà, invece, realizzare urbanizzazioni secondarie, ponti e costosissime opere di mitigazione alluvionali a spese, ovviamente, della collettività. ambientalista
URBANISTICA A MONOPOLI LA MANO DEI POTERI FORTI
Il testo critica il piano di sviluppo di Monopoli, Puglia, che prevede la localizzazione di aree portuali e cantieristiche navale in prossimità del centro urbano, causando intasamento del traffico e problemi di parcheggi. Inoltre, la pianificazione delle zone industriali e residenziali è considerata inadeguata, con aree industriali troppo vicine ai centri urbani e aree residenziali incastrate in zone sensibili come il torrente Ferraricchio e la fascia cimiteriale.
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