Margini: «Spazi sociali da ricreare, ma ancora incognite: cosa fare di SantElena?» Due sabati di eventi culturali per convincere genovesi e turisti che il Centro Storico da vivere è anche questo IL FATTO è che per ventanni e più via Pré è rimasta inscatolata tra la sua leggenda di angiporto violento e romantico alla marsigliese, e la realtà di una zona impacchettata tra i cantieri e la disperazione dei volti scuri che via via andavano a starci, in attesa di quella rinascita, di quel futuro che ora che le piazzette sono riaperte, che qua e là passa anche il sole, sembra così difficile far decollare. «perché molti genovesi sono convinti che il Centro Storico finisca, in realtà a Fossatello, e dopo chissà cosa cè» sospira Maurizio Susini, ristoratore e presidente del consorzio Vivere Santa Brigida. E proprio i Truogoli di Santa Brigida, la via più breve tra via Balbi e il Museo del Mare, passando per via Pré (se solo finalmente qualcuno ci mettesse un cartello che lo indica), lanciano la sfida. Quella di una doppia giornata di eventi - la prima, quella di sabato 18, dal titolo non casuale di Pre-visioni, dedicata alla fotografia e allarte digitale, e la seconda, sabato 25, alla poesia - perché sia la cultura a rilanciare questa zona. Perché, come spiega Mario Margini, assessore ai lavori pubblici, la volontà è quella di "recuperare spazi di vita nel Centro Storico, in unarea che però, rispetto a quanto ci aspettavamo, ha avuto un recupero più lento del previsto. Parlo soprattutto della Biblioteca Universitaria nellex hotel Columbia, e il complesso della Commenda. E poi cè la vicenda di piazzetta SantElena: labbiamo riqualificata, abbiamo spostato altrove il mercato di Shanghai. Ma ora resta da decidere cosa farne, io sono convinto che dovrebbe ospitare un mercatino di natale, ma gli operatori non rispondono. E allora? Lo chiederemo a tutti, musei, associazioni, negozianti: tra un paio di mesi vorremmo avere almeno le proposte tra cui scegliere». Tra Pré e Santa Brigida le attività ci sono, conferma Claudio Oliva, direttore dellIncubatore di imprese, e molte si sono anche rinnovate, irrobustite: certo, qualcuna va bene e si è fatta un nome, altre hanno segnato il passo. Ma è la cultura la sfida per far venire gente, riportare Pré e Santa Brigida ad essere i luoghi vivi che erano, con meno malavita e più buona vita. Da qui limpegno dellassociazione ArtCommission, che ha coordinato e seguito gli eventi, che mirano a portare tra le antiche strade e piazze le suggestioni della fotografia e della videoart, con mostre, laboratori per i bambini (impegnati anche a far "vivere" i loro disegni. E "Appendere larte", una delle iniziative (fino al 25 settembre) prevede proprio di appendere tra le case, come striscioni o come panni stesi, le opere di un gruppo di artisti visuali (Anna Candeli, Virginia Monteverde, Adriana Desana, Patrizia Del Papa, Pietro Pizzorni, Mariolina Rubini, Bernadetta Pisano, Aldo Celle, Laura Sezzi, Diana Lapin, Remo Giatti), tutti a vario titolo coinvolti anche nelle Pre-visioni di sabato. Dove un ruolo importante lo gioca anche la musica, quella dei gruppi Hip hop e quella digitale; fondamentale, anche in questo caso, la collaborazione con la Casa della Musica, alla Darsena. Un continuo rimando di idee e di persone, a monte e a mare di Pré, perché riparta anche il flusso della gente, che si affacci oltre la breve gradinata sotto il portico affacciato su Balbi, e scenda giù, fino al mare che cè oltre le case.