Horemheb, gran faraone di Bologna si progetta una casa tutta per lui Stiamo valutando la possibilità di spostare la sezione egizia dallArcheologico rendendola autonoma La società di progettazione "Sts" è pronta a redigere piani e disegni di un futuro museo La società della Legacoop "Sts" pronta a stilare il progetto Per un museo egizio autonomo e scorporato dallArcheologico, scendono in campo anche i privati. La società «Sts», appartenente al Consorzio cooperativo costruzioni, è pronta a redigere un progetto per la nuova esposizione. Il Comune ci sta pensando, mentre si fa strada lidea di un «gemellaggio» tra Bologna e Luxor sulla figura del grande condottiero e faraone Horemheb, visto che i rilievi della sua tomba di Menfi sono custoditi proprio allArcheologico. In progetto anche scavi sul suo tempio funerario. A favore di un museo egizio autonomo, scorporato dallArcheologico, scendono in campo anche i privati. Ieri il giornalista e storico Antonio Ferri, uno dei promotori delliniziativa, presentando la mostra «Mémoires dEgypte» con le istantanee di grandi autori come Beato, Bonfils, Lekegian e Reiser, ha annunciato che la società di progettazione «Sts» di proprietà del Consorzio cooperativo costruzioni della Lega, è disponibile a realizzare il disegno del costituendo museo egizio per conto del gruppo privato «Egitto cultural project by Bolognamondo». Il tutto verrebbe così proposto allamministrazione, che nel frattempo sta meditando sullopportunità. «Abbiamo molti reperti di età romana che necessitano di una collocazione, e per far posto a questi ultimi potremmo decidere di liberare i locali dellArcheologico ora occupati dalla sezione egizia, spostando questultima in un altro luogo. Si darebbe così vita a un museo autonomo di grande richiamo», ha spiegato il direttore del settore Mauro Felicori. «È unidea - precisa - che può essere condivisa o meno, cui ora saffianca anche una società privata». Stando ai promotori, la nuova esposizione egizia, una volta resa autonoma, potrebbe pagarsi completamente da sola, compresi gli stipendi dei dipendenti, visto lenorme interesse che gravita intorno a questa antica civiltà. In particolare, a Bologna sono già presenti importanti reperti della tomba di Menfi del grande generale Horemheb, vissuto tra la diciottesima e la diciannovesima dinastia, allincirca intorno al 1350 avanti Cristo. Ed è proprio su questo personaggio cruciale dellepoca doro del mondo egizio che si incentrerebbe leventuale museo bolognese, dato che un accordo fatto con le autorità del Cairo consentirebbe la ricostruzione virtuale e la ripulitura del tempio funerario del condottiero a Luxor, oltrechè la sua esplorazione. Horemeb, infatti, divenne comandante dellesercito sotto il faraone Amenofi IV, assistette allascesa al trono e alla breve esistenza di Tutankhamon e allaltrettanto breve regno di Ay per poi diventare egli stesso faraone. Alla sua morte, non lasciando eredi, passò il testimone alla dinastia dei Ramessidi. In virtù di questa ricchissima storia, si ritiene che il tempio funerario di Horemheb sia stato costruito sulle rovine di quello di Ay e di Tutankhamon. Molto probabilmente, oltre a preziosi reperti, nel sottosuolo potrebbero essere ancora custoditi i tesori di questi faraoni. In collaborazione con le autorità egizie, potrebbe diventare così possibile riportare alla luce i citati tesori e avviare una collaborazione col museo di Luxor. La società privata promotrice ha già preso accordi con il Cnr per lesplorazione della zona con palloni aerostatici. Inoltre sarebbe possibile una collaborazione con la facoltà di Ingegneria che possiede tecnologie specializzate per la ricostruzione virtuale di costruzioni distrutte. Infine, il museo potrebbe essere affidato con un contratto di consulenza a un grande egittologo.