È scaduto ieri il termine della gara, polemica la Cna: "Penalizzati gli imprenditori locali" La partita vale almeno 218,3 milioni di euro, ovvero il valore annuale dei servizi dati in concessione per sei anni ai privati per la gestione dei servizi al Polo museale, allArcheologico, allOpificio. La novità è che per la prima volta lappalto viene spezzato in tre (biglietteria, bookshop e ristorazione) e che i rigidi criteri di accreditamento rischiano di tagliare fuori le imprese locali a vantaggio dei colossi internazionali. Ieri a mezzogiorno, alla chiusura del termine per accreditarsi alla partecipazione delle gare (seguiranno capitolati e offerte), alla partita avevano deciso di giocare, tra gli altri, colossi come la francese Culture Espace e laccoppiata tra Electa Mondadori e la Reunion des Musées Nationaux, leader mondiale di prodotti editoriali e gestore delle «libraries boutiques» del Louvre e dei principali musei parigini. I vari Giunti, Opera, Bassilichi, Pineider, Sillabe, così come altre aziende della ristorazione radicate nel territorio, ovvero le società che in associazioni temporanee dimpresa hanno gestito finora i servizi ai musei, si sono scomposte e in qualche caso ricomposte in nuove formazioni per non essere tagliate fuori in partenza. Ma la partita è difficile. «Lappalto unico garantiva economie di scala, qualità e trasparenza che lo spezzatino non assicura - sostiene qualcuno - Finirà che le imprese locali verranno chiamate a collaborare in subappalti informali per garantire certi standard. Per capirci, lappalto per la ristorazione può anche vincerlo Autogrill, che però non potrà 'spacciare solo panini Camogli ma avrà bisogno che qualcuno, a Firenze, gli fornisca crostini toscani fuori dallappalto». Furioso il direttore della Cna Luigi Nenci: «Il sacco ai danni dellimprenditoria locale si consuma nel silenzio delle istituzioni locali. Possibile che non abbiano nulla da dire? Ci sono poi profili di conflitto dinteresse da brivido: le regola delle gare le ha fissate Mario Resca, che non solo è presidente di Coimprese, che riunisce unottantina di grandi aziende del commercio, ma è anche membro del consiglio di amministrazione di Mondadori che partecipa alle gare».