E' da apprezzare l'articolata riflessione del professor Sergio Stenti, comparsa su queste pagine l'11 settembre, sui "lavori in corso" alla Mostra d'Oltremare. Si tratta di un contributo di valenza culturale e prospettica notevole che supera i confini delle specificità architettoniche richiamate. Un "assist" qualificato per quanti hanno la responsabilità di innescare ulteriori potenzialità e opportunità di sviluppo. È giusto partire da questo punto. Un primo nodo. Affrontare la "sfida" per affermare e rilanciare MdO quale centro pulsante della economia e dello sviluppo territoriale, rendendola non solo un avanzato "polo di attrazione fieristico-congressuale" integrato e un "parco letterario" di eccellenza, ma un autentico "motore di sviluppo" per Napoli, per la Campania e per il Mezzogiorno. Un obiettivo ambizioso e difficile ma perseguibile in rapporto alle funzioni complessive urbanistiche, produttive, socioeconomiche e produttive dell'area occidentale di Napoli. MdO si candida come uno dei "poli strategici" dello sviluppo regionale. Un ruolo propulsivo che MdO può e deve assumere nella riprogrammazione dei fondi Ue, dalle complesse realizzazioni in corso, in parte già co-finanziate dalla Regione Campania, e con le ulteriori iniziative da sviluppare. Altro punto. La MdO non può essere "chiusa", considerata e vissuta come "area museale". Urge una forte innovazione programmatica e gestionale. La primaria funzione espositiva e congressuale da rilanciare con forza, deve essere integrato con una molteplicità di "nuove qualificate opportunità produttive". Cultura, arte, spettacoli (musicali, teatrali, eventi) recuperando quali sedi attive permanenti l'Arena Flegrea e il Teatro Mediterraneo come un fulcro della vita artistica e culturale non limitato nei confini della città. Non basta. La nuova "mission", come determinato dal CdA, è incentrata sulla interdisciplinarietà e la internazionalizzazione, dunque, sulle potenzialità di MdO di interagire in rapporto al Mezzogiorno, al Mediterraneo, all'Europa. Si parte dal positivo dei risultati conseguiti, dal recupero e rinascita della MdO ma anche dalla consapevolezza dei rilevanti problemi sottesi, a partire dalle risorse disponibili. La riconversione di "Palazzo Canino" in hotel è solo uno dei nodi sul tappeto, che solleva problemi e interrogativi complessi. La sfida è misurarsi con le "strette" economico-finanziarie che investono il "sistema paese", a partire dai Comuni e dalla Regione. E il CdA di MdO è deciso a giocarla con determinazione e fino in fondo. Si apre, dunque, per MdO una "nuova fase" da condurre con autonomia culturale, politica e gestionale. Un netto punto di partenza definito dal CdA: "operazione Mostra aperta e trasparenza" programmatica, di comunicazione, gestionale. Rompere l'isolamento di una MdO lettae "vissuta" dal territorio quasi monade centralistica e autoreferenziale per aprirsi al confronto e all'apporto delle istituzioni e della "società civiUn'isola attiva con quattro cantieri aperti e centinaia di occupati Obiettivi che possono accomunare interessi privati legittimi con le strategie della impresa pubblica le". Prima tappa: aprire la Mostra ai cittadini. MdO con il suo straordinario patrimonio ambientale, architettonico e artistico, impiantistico, culturale e sportivo, non è parte "altra" ed esclusiva fuori della città. È e dovrà essere parte viva e integrale della città. È un primo, concreto impegno, insieme alla sollecitazione all'Unesco del riconoscimento di "patrimonio della umanità". Secondo obiettivo. Una "serrata campagna di ascolto", sollecitando l'apporto critico e propositivo. È prevista una convention per l'autunno, con il mondo della cultura, della università, della imprenditoria, delle forze sociali e professionali. Nel merito. Primo. Vero, gli interventi in corso e programmati porteranno a una trasformazione imponente di MdO. Dopo i cantieri della Metropolitana, MdO costituisce una isola attiva con quattro cantieri aperti e centinaia di occupati. MdO sarà altra cosa che dovrà fare altre cose. Secondo. È possibile assicurare che MdO ha riversato puntualee doverosa attenzione sia nella progettazione sia nella realizzazione, per la tutela, il recupero e la fruibilità delle straordinarie caratteristiche architettoniche, paesaggistiche e culturali delle strutture da riqualificare. Nessuna delle opere in via di realizzazione, dalle caratteristiche architettoniche di Palazzo Canino, del Ristorante della Piscina, dove sarà ripristinata la copertura della rampa esterna e ulteriori elementi del progetto originario, fino al restauro delle pavimentazioni originali, dei mosaici, degli affreschi, alle opere di Emilio Notte, di Franco Girosi e al murale di Andrea Pazienza, andrà perduta. Il peristilio di Palazzo Canino resterà com'era. In luogo di corridoi e uffici ci saranno corridoi e camere. È la sostanza e non la facciata della trasformazione. Terzo. Dalla fase progettuale al piano operativo, l'iter è stato verificato e approvato, come previsto per i beni vincolati, dalla Sovrintendenza, con la qualeè in atto una proficua collaborazione. Quarto. I parcheggi. Non sono in programma ulteriori parcheggi, né in superficie né interrati. Quinto. Per quanto riguarda il "Padiglione della Sanità Razza e Cultura", struttura fatiscente obsoleta da decenni, è stato riconvertito in centro congressuale da circa 2.000 posti, preservando le volumetrie originali. Sesto. Torre ex Pnf, ribattezzata "Torre delle Nazioni". L'osservazione di Stenti è giusta. Oggi: uno scempio che deturpa l'area. Un progetto di riqualificazione già definito e finanziato è andato "disperso" nel fiume e negli affluenti della burocrazia. La riattivazione funzionale della attuale "Torre delle Nazioni" con il recupero produttivo di altri due padiglioni, è stata riconsiderata in un progetto complesso definito "Parco del Gusto", incentrato sulla valorizzazione e proiezione internazionale delle eccellenze campane della filiera agro-alimentare. La crisi ha comportato il "congelamento" del progetto. Siamo fiduciosi e convinti che si possa pervenire a un riesame specifico dei "provvedimenti cautelativi" innescati dalla Regione Campania che, coinvolgendo molte iniziative, di fatto costituiscono un imprevisto impedimento con conseguenti pesanti ricadute sui conti economici di MdO, e sulla conclusione nei tempi previsti anche delle opere già in corso. Settimo. Un grande "parco urbano" e del "tempo libero", adeguato alla dimensione Campania. Allo stato, sia Edenlandia, sia lo Zoo sono qualitativamente sottodimensionati e obsoleti. Insieme all'ex Cinodromoe altre attività possono costituire il polo di una nuova eccellenza culturale, ricreativa, sportiva, dell'area occidentale della città e della integrazione con Bagnoli, Agnano, l'area ex Nato. Il CdA di MdO ha aperto e tracciato un percorso innovativo e positivo nel quale l'imprenditoria, che punta allo sviluppo, troverà riferimento e sostegno. Un treno da prendere in corsa, per perseguire obiettivi convergenti che possono accomunare interessi privati legittimi con le strategie, il rigore della impresa pubblica e con le aspettative delle comunità locali. L'autore è presidente della Mostra d'Oltremare