L'allarme era stato lanciato quando la giunta aveva soppresso la soprintendenza per i Beni archeologici (gennaio 2009) accorpandola ai beni librai e archivistici, e Italia Nostra aveva avuto il sostegno di associazioni e personalità della cultura. Ma il progetto non si è fermato. Anzi. La riorganizzazione di un settore strategico, come i beni archeologici e artistici, è rientrato dalla finestra. Una legge omnibus, la n. 90, prevede un'agenzia chiamata Soprintendenza per i beni archeologici e per il Castello del Buonconsiglio, musei di arte e archeologia. In pratica, il nuovo responsabile si dovrebbe occupare sia della tutela del patrimonio archeologico, sia della valorizzazione delle collezioni dei Castelli del Buonconsiglio, Beseno, Stenico e Thun, nonché del Museo Retico e delle palafitte di Fiavè. Una riorganizzazione di un vasto patrimonio, inserita in un disegno di legge di cui è competente l'assessore Gilmozzi che ha la delega del personale, e non quello della cultura come logica vorrebbe, per creare un ibrido che si occupi sia di archeologia che di gestione dei musei d'arte, tra i quali castelli come il Buoncosiglio e Castel Thun che sono al top nel richiamare visitatori. Italia Nostra torna alla carica, perché oggi un nuovo disegno di legge (il primo fu ritirato da Dellai), il n. 139, per la nuova Agenzia verrà ripresentato in commissione. I vertici dell'associazione, Paolo Mayr, Salvatore Ferrari, e Ezio Chini (che è storico dell'arte al Buonconsiglio), ribadiscono che questa riforma non s'ha da fare o, comunque, se proprio va fatta è da affrontare in uno specifico disegno di legge, coinvolgendo i soggetti del mondo culturale e universitario. Ferrari ha insistito sulle anomalie: «Le nostre preoccupazioni sono sia di natura procedurale, che sui contenuti. Pensiamo che un settore strategico per la conservazione e l'offerta culturale in Trentino non possa essere definito con l'introduzione di alcuni articoli nella legge sul personale, senza specificare il funzionamento e le attribuzioni». E aggiunge: «Una struttura che dovrà tutelare il patrimonio archeologico provinciale, senza però avere competenze su quelle collezioni, che continueranno ad essere sotto il controllo delle altre tre soprintendenze o che saranno affidate ai singoli Comuni, come è il caso del Museo Civico di Rovereto e le Palafitte di Fiavè, non ha senso». In definitiva, per Paolo Mayr «la convivenza tra beni archeologici e artistici sarà difficile». E, afferma, Ezio Chini «la preoccupazione è quella che il patrimonio artistico ne risenta a scapito di quello archeologico». Forse il riferimento è alla figura che tutti individuano come futuro dirigente dell'Agenzia, Franco Marzatico, che guarda caso è archeologo di formazione, il quale tiene solo a precisare: «La riorganizzazione del settore archeologico, ora affidato a vari musei ed enti va fatta, il nodo è se si può separare la tutela dalla valorizzazione: se si comunica, non vedo problemi». Sara Ferrari (Pd) precisa che anche il suo gruppo è per il riordino di tutto il settore e Panizza apre all'ipotesi di rivedere la legge.
TRENTO - Archeologia, riforma da rifare. Italia Nostra contro l'Agenzia. Marzatico: Riorganizzazione necessaria
La giunta ha lanciato un allarme quando ha soppresso la soprintendenza per i Beni archeologici nel 2009. Tuttavia, il progetto non si è fermato. Una legge omnibus, la n. 90, prevede la creazione di un'agenzia chiamata Soprintendenza per i beni archeologici e per il Castello del Buonconsiglio, musei di arte e archeologia. L'agenzia si occupa della tutela del patrimonio archeologico e della valorizzazione delle collezioni dei Castelli del Buonconsiglio, Beseno, Stenico e Thun, nonché del Museo Retico e delle palafitte di Fiavè.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo