Arriva Van Gogh a Roma e subito si candida come mostra record, all'inseguimento dello straordinario successo riscosso in primavera da Caravaggio alle Scuderie del Quirinale. Assente dalla Capitale da ventidue anni, l'opera del pittore moderno universalmente più amato (soprattutto dai giovani) sarà in mostra dall'8 ottobre al Vittoriano che esporrà una settantina di suoi capolavori, affiancati da trenta dipinti dei contemporanei Gauguin, Cezanne, Pissarro, Millet. L'esposizione romana, che è stata presentata ieri, ha offerto lo spunto all'assessore alla Cultura del Comune di Roma, Umberto Croppi, per sottolineare che «quella dedicata a Van Gogh potrebbe essere l'ultima grande mostra». Un vero e proprio grido d'allarme per l'entrata in vigore del provvedimento contenuto nella legge finanziaria secondo cui nel 2011 le amministrazioni pubbliche, o le società partecipate, non potranno spendere più del 20 per cento per mostre e pubblicità di quanto precedentemente investito nel 2009. «Ciò significa ha spiegato Croppi che il Vittoriano, il Palazzo delle Esposizioni, i Musei Capitolini, il Macro, ma anche la Triennale di Milano dovranno prevedere una fortissima riduzione del loro budget. Significa, in poche parole, smettere di fare le mostre. Non è una minaccia ha concluso l'assessore capitolino questo è solo quello che accadrà se entro pochi giorni la norma, una svista evidente, non sarà modificata. Io non perderò nessuna occasione per denunciare tale emergenza». Croppi già questa estate aveva contestato la manovra e aveva annunciato «azioni clamorose per bloccare il testo». «Il governo ha approvato questo provvedimento all'interno della manovra economico-finanziaria ha detto invece il sottosegretario Francesco Giro e ora noi cercheremo di correggere alcune incoerenze contenute nella norma complessiva, quelle relative a una regola che impedirebbe ai Comuni di sponsorizzare le mostre. E immagino che lo dovremo fare rapidamente».