Arriva Van Gogh e lancia la sfida a Caravaggio. O almeno è quanto si augurano gli organizzatori della mostra al Vittoriano, che dall'8 ottobre al 6 febbraio presenta Vincent van Gogh. Campagna senza tempo-Città moderna», con una settantina di opere del maestro olandese e una trentina di grandi pittori che lui ha ammirato o con i quali ha lavorato, come Millet e Pissarro, Cézanne e Gauguin. «Abbiamo portato a buon fine un sogno nel cassetto», ha detto Alessandro Nicosia presidente di Comunicare Organizzando, che ieri ha anticipato la mostra nei saloni del ministero dei Beni culturali. E stato il sottosegretario Francesco Giro a ricordare gli oltre cinquecentomila visitatori della recente esposizione di Caravaggio alle Scuderie del Quirinale, un record al quale van Gogh potrebbe avvicinarsi. «Hanno entrambi il fascino di pittori maledetti e in più van Gogh è molto amato dai giovani. Il Vittoriano per tutta la durata della mostra diventerà un museo dei musei e la città, per i 150 anni dell'Unità d'Italia e i 140 di Roma Capitale sarà protagonista mondiale dell'arte». Con un allarme, però, lanciato per l'ennesima volta dall'assessore capitolino alla cultura Umberto Croppi: «La rassegna dedicata a Van Gogh potrebbe essere l'ultima grande mostra». E questo a causa dell'entrata in vigore del provvedimento contenuto nella legge finanziaria secondo cui nel 2011 le amministrazioni pubbliche, o le società partecipate, non potranno spendere più del 20 per cento per mostre e pubblicità di quanto già investito nel 2009. «Ciò significa - ha spiegato Croppi - che il Vittoriano, il Palazzo delle Esposizioni, i Musei Capitolini, il Macro, ma anche la Triennale di Milano dovranno prevedere una fortissima riduzione del loro budget. Significa, in poche parole, smettere di fare le mostre. A meno che la norma, una svista evidente, non venga modificata entro pochi giorni». Giro ha promesso che si adopererà «per far correggere alcune incoerenze - contenute nella norma complessiva, quelle relative a una regola che impedirebbe ai Comuni di sponsorizzare le mostre. E immagino che lo dovremo fare rapidamente». Intanto al Vittoriano arrivano dai musei di tutto il mondo e da molte collezioni private le opere, a cominciare da quelle realizzate nei primi anni Ottanta dell'800, quando abbandonata l'idea di diventare predicatore come il padre, Van Gogh decise di dedicarsi alla pittura «non per dare piacere a un certo gruppo ma per esprimere un giusto sentimento umano», come confessa se stesso. Ci sono in questi primi lavori, i colori smorti della campagna olandese, tutta una sinfonia di bruni per raccontare la vita dei contadini, i loro casolari coni tetti di paglia ricoperti di muschio e i pavimenti di terra battuta che lui paragonava a nidi d'uccello, considerandoli la dimora ideale per una famiglia felice. Sono i lavori forse meno conosciuti. Ma non mancano quelli dipinti a Parigi e nel sud della Francia, con l'esplosione dei gialli dorati, degli azzurri mediterranei, dei verdi in tutte le sfumature. L'attenzione dei curatori, guidati da Cornelia Homburg, si è tuttavia concentrata su un aspetto inedito: le due inclinazioni contraddittorie che spesso guidarono il pittore nella scelta dei soggetti. Da una parte l'amore per la campagna come ambiente fisso e immutabile, dall'altra il legame con la città, centro della vita moderna e del suo rapido movimento. «Non ci sarà il Van Gogh dei Girasoli e delle nature morte - ha annunciato Homburg - ma, accanto a lavori usciti per la prima volta dalle collezioni private, non mancheranno opere celeberrime». Come l'autoritratto coni cappello, proveniente dal Rijksmuseum di Amsterdam, che è stato anche scelto come immagine pubblicitaria della mostra. Tra le novità, la collaborazione di Giordano Bruno Guerri, che per l'occasione passa dal Vittoriale, di cui è presidente, al Vittoriano. Con l'incarico di organizzare tre dibattiti e tre cineforum.
ROMA - Van Gogh senza girasoli
La mostra "Vincent van Gogh. Campagna senza tempo-Città moderna" apre al Vittoriano dal 8 ottobre al 6 febbraio. La mostra presenta una settantina di opere del maestro olandese e una trentina di grandi pittori che lui ha ammirato o con i quali ha lavorato. Il Vittoriano diventerà un museo dei musei e la città sarà protagonista mondiale dell'arte. Tuttavia, l'assessore capitolino alla cultura Umberto Croppi ha lanciato un allarme per l'entrata in vigore del provvedimento che limita il budget per le mostre a 20% rispetto a quello investito nel 2009. Ciò potrebbe portare a una riduzione del budget dei musei e alla fine delle mostre.
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