Il Comune cerca un responsabile per l'Arengario Il Comune ha indetto un concorso pubblico per scegliere il direttore del Museo del Novecento all'Arengario, la figura che dovrà gestire l'atto fondativo del palazzo dell'arte. «Si sono presentati oltre 80 candidati, ne abbiamo selezionati una cinquantina». Il posto fisso è in piazza Duomo: un incarico da 2 mila euro netti al mese. Gli esami scritti si svolgeranno il 15 e il 16 settembre, e la commissione dovrà decidere in fretta: il Museo sarà inaugurato a metà novembre. Il Museo del Novecento è il maggiore investimento culturale della giunta Moratti: un'operazione da io-w milioni di euro. L'assessore Finazzer: un distretto per l'arte in piazza Duomo Hanno doppie e triple lauree, sono funzionari, professionisti stimati, studiosi, autori di libri, ma arrivano da tutta Italia per la prova di maturità: «Si sono presentati oltre 80 candidati, ne abbiamo selezionati una cinquantina». Il Comune ha indetto un concorso pubblico per scegliere il direttore del Museo del Novecento all'Arengario, il manager che dovrà gestire l'atto fondativo del palazzo dell'arte e «istituire un rapporto stretto e virtuoso con il pubblico». Il posto fisso è in piazza Duomo: un incarico da 2 mila euro al mese. Gli esami scritti si svolgeranno il 15 e 16 settembre, alla scuola dei vigili urbani di via Boeri, e la commissione dovrà decidere in fretta: il Museo sarà inaugurato a metà novembre. Il primo successo, osserva l'assessore Massimiliano Finazzer Flory, sta nei numeri della vigilia: «Il progetto è entusiasmante, ha attratto decine di intelligenze che vogliono indagare il legame tra modernità e contemporaneità». La selezione sarà tosta e contestualmente definirà la graduatoria per la successione a Sandrino Schiffini, alla Gam di via Palestro: il direttore va in pensione. Il Museo del Novecento, eredità dell'era Albertini, è il maggiore investimento culturale della giunta Moratti: un'operazione da 10-20 milioni di euro. Il cantiere, avviato l'11 giugno 2007, è ormai concluso: gli architetti Italo Rota e Fabio Fornasari hanno scavato l'edificio anni Trenta e ricostruito uno spazio moderno, flessibile, quattromila metri quadri ridisegnati per ospitare 350 opere delle collezioni civiche. Il percorso si aprirà con «Il Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo (che potrà essere ammirato anche senza biglietto); al primo piano saranno esposte la collezione Jucker (con Picasso e Modigliani) e i futuristi; il secondo sarà votato ai classicisti di «Novecento» e agli astrattisti; l'arte informale e concettuale occuperanno il terzo livello (con Burri e Kounellis), mentre l'Arte povera chiuderà la visita al secondo piano di Palazzo Reale, collegato all'Arengario da un ponticello. Punti di forza: i focus su De Chirico, Fontana e Morandi. Dietro l'operazione, «poco visibile, ma fondamentale - dice Finazzer - c'è lo straordinario lavoro svolto dalla commissione scientifica e da Marina Pugliese». Davanti, l'obiettivo di portare nel distretto artistico di piazza Duomo oltre 200 mila visitatori l'anno: «Il Museo, con Palazzo Reale, può offrire un'intera giornata culturale tra collezione permanente, mostre, caffè letterario, ristorante, bookshop e cinema». La sala-proiezioni è in cima all'Arengario. Aspetta solo un direttore.