Il Comune fa causa: maxi-risarcimento per i costi extra Il conto del Comune di Venezia è arrivato nei giorni scorsi. Ed è un conto decisamente salato: 16 milioni e 800 mila euro. E' questa la cifra che Ca' Farsetti chiederà come risarcimento danni ai progettisti della Cittadella della giustizia di Piazzale Roma, per i ritardi e gli errori progettuali. Una cifra che è stata definita al termine di un lungo calcolo da parte dell'Avvocatura civica, a cui oltre un anno fa la giunta aveva dato l'incarico di fare causa contro la Maire Tecnimont (che nel 2004 ha rilevato la Fiat Engineering) e gli studi CM (Iginio Cappai, morto nel 1999, e Pietro Mainardis), CS (Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini), Progin e Greggio. Il giudice Liliana Guzzo, a cui è stato assegnato il contenzioso, ha già fissato la prima udienza per il 26 novembre. Quasi sicuramente, dopo aver affrontato le questioni preliminari poste dalle varie parti, il giudice ricorrerà ad una perizia tecnica per valutare chi abbia ragione e gli eventuali danni. Conto salato L'ex manifattura Tabacchi finisce di fronte al giudice: per ora l'unica parte agibile è quella della Procura della Repubblica Il Comune di Venezia contesta ai progettisti vari aspetti di inadempienza contrattuale. In primo luogo non avrebbero svolto le indagini preliminari che avrebbero rivelato la presenza di materiali inquinanti nel terreno dell'ex Manifattura Tabacchi, oltre ai reperti archeologici che imposero lo stop da parte della Soprintendenza. Proprio per questo fu necessario bloccare il cantiere per mesi, con un costo di circa 5 milioni tra bonifica (4,5 milioni) e scavo archeologico (400 mila euro). Un blocco costato complessivamente anche 15 milioni di euro, cioè l'importo della transazione con l'impresa De Santis, che ha fatto lievitare il costo del primo lotto oltre i 60milioni di euro. Inoltre Ca' Farsetti mette in conto i danni per la revisione del progetto esecutivo su alcuni aspetti. Quella della Cittadella della giustizia all'ex Manifattura Tabacchi è una delle vicende più intricate tra i lavori pubblici in laguna. Basti pensare che il progetto definitivo contestato è stato presentato nel 2000 e il primo appalto è del 2001, tanto che proprio questo sarà uno dei punti di discussione: l'obbligo di caratterizzazione del terreno, secondo le imprese, risalirebbe al nuovo codice dei beni culturali del 2006, dunque di molto successivo al progetto originario. Proprio a cavallo tra fine maggio e l'inizio di giugno c'è stato il trasloco della prima parte degli uffici giudiziari in Piazzale Roma, con l'arrivo della Procura della Repubblica negli edifici 3,5, 6 e 8. Il primo lotto terminerà con gli edifici 1,2 e 4, tutti di nuova edificazione, in cui si trasferirà il Tribunale penale; e poi il 16, che ospiterà il Tribunale di sorveglianza (lasciando libero Palazzo Diedo) e la sezione lavoro della Corte d'Appello. I cantieri di questa seconda parte dovrebbero essere terminati entro fine 2011, mentre un mistero resta il secondo lotto, quello del Tribunale civile, della Procura generale, della Corte d'Appello penale e della sua presidenza. Allo stato attuale infatti non sono ancora stati assicurati i finanziamenti e nemmeno c'è una stima recente dei costi, visto che l'unica esistente è quella del progetto del 2000.