Beni culturali: domani apertura, museo archeologico UsticaPalermo - Domani, domenica 12 settembre, alle ore 12, sara' presentata un'anteprima del Museo Archeologico comunale di Ustica, intitolato a padre Carmelo Seminara da Ganci, parroco di Ustica per cinquant'anni,che, dell'archeologia di Ustica,fu il primo scopritore e sostenitore. All'apertura del Museo, cui presenziera' l'assessore regionale dei Beni Culturali e dell'Identita' Siciliana, Gaetano Armao, saranno presenti il sindaco di Ustica, Aldo Messina, il presidente e il segretario del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, Franco Foresta Martin e Vito Ailara. L'esposizione, curata da Francesca Spatafora, responsabile delle ricerche archeologiche usticesi, comprende, al momento, una selezione significativa di reperti risalenti alla Media Eta' del Bronzo(1400-1200 a.C.). I pezzi sono stati rinvenuti nel corso delle ricerche al villaggio preistorico dei Faraglioni, avviate dalla Soprintendenza di Palermo fin dal 1974 e riprese, dalla stessa Soprintendenza, a partire dal 2003. Si tratta, soprattutto, di suppellettili domestiche destinate alla conservazione delle derrate, alla preparazione, cottura e consumo degli alimenti.Vi sono anche reperti connessi alla produzione metallurgica, utensili d'ossidiana,monili e oggetti di materiale vario(pietra, bronzo,terracotta),raccolti sui piani d'uso delle capanne preistoriche e li' lasciati a causa dell'abbandono improvviso del villaggio avvenuto, nel XII secolo a.C., per calamita' naturali. Emblematica e fortemente caratterizzante sotto il profilo storico e',inoltre,la sede del nuovo museo,un complesso detto il "Fosso",situato sul costone che domina la Cala di Santa Maria. Si tratta, infatti, di alcuni dei cosiddetti "cameroni" destinati ai confinati che trasgredivano il regolamento:un luogo di sofferenze e di soprusi utilizzato, fin da epoca borbonica e ancora nei primi decenni del novecento,quando i confinati comuni furono trasferiti in altre isole, per far posto ai politici antifascisti. Una parentesi che durera' dal '26 al '28. Quando,il 7 dicembre 1926,giunse ad Ustica Antonio Gramsci i 'politici' presenti sull'isola erano poco piu' di una decina, ma nel giro di qualche mese diventarono oltre seicento,un gruppo di uomini che diede vita anche ad attivita' sociali. Il confino fini',cosi',con il rappresentare anche un'esperienza costruttiva di cui l'isola conserva viva la memoria. Il recupero e il restauro di un luogo di cosi' forte valenza simbolica, dunque,fortemente voluti dall'Amministrazione comunale di Ustica e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo - che, anche in questa occasione, hanno lavorato in stretta e proficua collaborazione - e',oggi,occasione per riappropriarsi, attraverso la rifunzionalizzazione di quegli spazi, di una memoria che affonda le sue radici in molti millenni di storia.