Serve una soluzione definitiva per salvaguardare uno dei patrimoni più belli della provincia di Messina L'acqua piovana ha nuovamente invaso i mosaici della Villa Romana di Marina di Patti. Dopo i lavori eseguiti nello scorso mese di giugno alla nuova copertura sembrava che il problema fosse stato risolto. Al primo temporale però la questione si ripropone. E continua così il rischio di vedere danneggiati gli splendidi mosaici del sito archeologico. La Villa Romana di Marina di Patti continua a far parlare di sé non per l'unicità del patrimonio presente, ma per i problemi legati alla sua tutela. Nello scorso mese di febbraio il distacco di alcuni pannelli portò alla chiusura dell'area che, dopo le manifestazioni di protesta, fu riaperta. La vicenda ha anche portato all'apertura di un'indagine da parte della Procura della Repubblica di Patti sfociata nell'emissione di sei avvisi di garanzia. Allora a rendere nota la questione fu un dipendente del sito, adesso trasferito in altra sede. Nel mese di maggio ci fu anche il sopralluogo dell'assessore regionale ai Beni culturali, Gaetano Armao, da cui scaturirono gli interventi per la sistemazione della copertura in maniera da evitare il distacco dei pannelli. Ma il problema principale, quello delle infiltrazioni d'acqua, non è stato ancora risolto. Nella sua storia recente la Villa Romana di Patti Marina non è mai stata adeguatamente valorizzata e, sono tanti, pure fra i pattesi, che non la conoscono, anche a causa della lunga chiusura forzata. Assieme ai resti greco-romani di Tindari i mosici della Villa rappresentano una ricchezza di inestimabile valore che non può continuare a rimanere occultata dall'apatia di chi, invece, è preposto a promuoverne la fruizione o, ancor peggio, finire per scomparire a causa dell'indifferenza delle Istituzioni preposte alla sua salvaguardia. Dopo la rotazione dei soprintendenti che dovrebbe dare nuovo impulso ai beni culturali, si guarda con interesse a quello che farà il nuovo soprintedente di Messina, Salvatore Scuto, nei riguardi di Villa Romana. Scoperta nel 1973 durante i lavori di costruzione dell'autostrada Messina Palermo, la Villa Romana di Patti risale all'età imperiale e si estende su una superficie di ventimila metri quadrati. Non tutti i resti sono stati portati alla luce. La parte esplorata corrisponde al nucleo centrale della villa, con al centro una corte a peristilio intorno alla quale ruota la zona residenziale. I vani maggiormente rappresentativi, tipici dell'edilizia privata tardoantica, sono costituiti dall'aula absidata, che si apre al centro dell'ala ovest e dal triconco, vero punto focale dell'ala sud, che dal peristilio guarda verso il mare. Molto belli anche i mosaici della villa. Alcuni andati distrutti, ma ne sono rimasti intatti, per il momento, tre di pregevole fattura.