Ville nel parco dell'Appia Antica, palazzi nel parco di Vejo, case a due piani in aree agricole. La nuova frontiera di mattone selvaggio è l'abusivismo di lusso, il colpaccio nelle aree di pregio supervincolate e inedificabili, che fanno aumentare fino al 40 il valore di un immobile. Niente a che vedere con la fame di alloggi che negli anni ' 70 portò migliaia di romani a costruire in periferia fuori piano regolatore. Dal 2002 al 2003, dice il dossier di Legambiente Lazio che per la sua ricerca ha utilizzato i dati ufficiali del Comune, diminuiscono tutti gli abusi, tranne quelli in aree protette, che invece aumentano. Nel 2002 gli interventi non autorizzati sono 2.176, diventano 1.403 ne!2003. Ma edifici e cantieri nei parchi passano da 96 a 127, in percentuale, dal 4,4 del totale al 9,9. Secondo l'associazione sono due le ragioni che spiegano la flessione degli abusi negli ultimi anni. La politica di demolizioni perseguita dalla giunta Veltroni: 150 milametri cubi fuorilegge abbattuti negli ultimi 18 mesi, che fanno di Roma il comune più demolitore d'Italia. Il ricorso contro il condono della Regione Lazio alla Corte Costituzionale, che ha reso il quadro incerto e meno chiaro. Poi, nei primi due mesi del 2004, torna la corsa per rientrare nel condono: nel febbraio 2004 l'assessore ai Lavori pubblici, Giancarlo D'Alessandro, ha denunciato 500 nuove costruzioni in due mesi. Dunque l'abusivismo di ultima generazione cerca scenari pregiati e punta su gigantesche operazioni di speculazione. Legambiente Lazio lo aveva già intuito indagando sulle lottizzazioni fuorilegge nei 1 gennaio 1994 al 31 dicembre 2000 risultavano frazionati e venduti illegalmente 314 ettari, per un totale di 74 lotti, 33 all'interno dei parchi, pari a 209 ettari. «Il meccanismo è noto - spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - si dividono i terreni, sempre situati in aree agricole, vincolate o di pregio, dunque inedificabili, si vendono i singoli lotti a persone o a società diverse che poi ci costruiscono la villa abusiva». Lottizzazione fuori legge come anticamera del cemento abusivo, dunque. Non a caso, dove il rapporto di Legambiente aveva individuato i frazionamenti, per esempio nel parco di Vejo, ai margini della tenuta dei Massimi, nel parco Arrone-Ponte Galeria, lungo il canale della Lingua, ai bordi della riserva del litorale, sono poi sorte costruzioni abusive. Anche il confronto con i quadranti urbani coinvolti da mattone selvaggio negli ultimi anni conferma la tendenza del nuovo abusivismo. Il quadrante ovest è l'epicentro degli interventi fuori piano regolatore del 2002, da solo rappresenta il 36, 784 abusi sul totale di 2176. «Un elemento di forte allarme urbanistico - commenta Mauro Veronesi, responsabile Territorio e Ambiente urbano di Legambiente, curatore del dossier - perché il quadrante ovest è particolarmente ricco di aree agricole-rurali». Segue con 539 abusi il quadrante Sud, che ospita il parco dell'Appia Antica, Decima Malafede e la riserva del litorale romano. Soltanto al terzo posto il quadrante Est, con 438 abusi, territorio storico dell'abusivismo romano. Nel 2003 il primato se lo aggiudica invece il quadrante sud, seguito da quello ovest.
Un dossier di Legambiente: la cementificazione diminuisce in periferia ma si intensifica sull'Appia Antica, a Vejo, nelle zone agricole e del litorale
Il nuovo abusivismo di lusso a Roma è caratterizzato da costruzioni abusive in aree protette e di pregio, come parchi e aree agricole. Secondo un rapporto di Legambiente Lazio, gli abusi aumentano in aree protette, mentre diminuiscono in altre. La politica di demolizioni della giunta Veltroni e il ricorso contro il condono della Regione Lazio alla Corte Costituzionale hanno contribuito a ridurre gli abusi negli ultimi anni. Tuttavia, nel 2004, è tornato il fenomeno dell'abusivismo di ultima generazione, con nuove costruzioni in aree pregiate.
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