«Fossati? Una forzatura allo statuto» Scintille sul manager voluto da Garrone. Pacor: «Vincenzi chiarisca quali sono le mie funzioni» francesco margiocco «IO e Marta Vincenzi siamo d'accordo su tutto». Così dichiarava, intervistato tre giorni fa, il nuovo sovrintendente del Carlo Felice, Giovanni Pacor, smentendo le voci su presunti disaccordi con il sindaco. Dietro le quinte, però, Marta Vincenzi e Giovanni Pacor non sembrano «d'accordo su tutto». A giudicare dalla lettera che il sovrintendente ha scritto venerdì al sindaco sono, anzi, divisi su un punto fondamentale: la gestione del teatro. Dove il sovrintendente Giovanni Pacor è affiancato, caso unico in Italia, da un "direttore di staff", Renzo Fossati. La nomina di Fossati, uomo di fiducia dell'imprenditore e consigliere d'amministrazione del teatro Riccardo Garrone, è, scrive Pacor «un'evidente forzatura dello statuto». Forzatura che crea «immaginabili problematiche nella concreta gestione» del teatro. A luglio il consiglio d'amministrazione del Carlo Felice, presieduto dalla Vincenzi, aveva nominato Fossati con l'incarico di gestire le "risorse umane" e le "relazioni industriali" del teatro. Due compiti, stando allo statuto del teatro, del sovrintendente. Pacor si era rifiutato di firmare le deleghe necessarie per la nomina di Fossati. Ma il consiglio d'amministrazione, il 26 luglio, aveva aggirato l'ostacolo cooptando Fossati, che da allora è membro del cda, e conferendogli direttamente i poteri. Nella sua lettera al sindaco - inviata per conoscenza al direttore d'orchestra Fabio Luisi oltre che ai revisori dei conti, ai sindacati, e a tutto il consiglio d'amministrazione del Carlo Felice - Pacor ripercorre l'episodio. Insiste su un punto: il ruolo, non chiaro, di Fossati. E conclude con l'invito a fornirgli «precisi dovuti chiarimenti per quanto attiene alle funzioni pertinenti al sottoscritto e a quelle che il consiglio d'amministrazione ha unilateralmente ritenuto di trasferire al manager consigliere». Quella di Pacor è la risposta alla lettera che, il 7 settembre, gli aveva scritto Marta Vincenzi. Chiedendogli pubblicamente - anche la lettera del sindaco era inviata per conoscenza a Luisi, sindacati e cda - di elaborare con urgenza il piano industriale necessario per la «rifondazione del teatro». Piano che, «le abbiamo chiesto in sede di colloquio» e che non deve limitarsi «allo schema di massima che Lei ci ha presentato». Secca la replica del sovrintendente: «Devo respingere, e con fermezza, che possano essere riferite al sottoscritto le censure che paiono trasparire dalla Sua lettera. La quale fa riferimento ad asseriti poteri che mi sarebbero stati conferiti verbalmente. E devo ribadire, sempre con fermezza, la necessità che si chiarisca quanto prima il rapporto delle funzioni tra il sottoscritto e il dottor Fossati».
LIGURIA - GENOVA - CARLO FELICE: dura lettera del Soprintendente in risposta al Sindaco
Il sovrintendente del Carlo Felice, Giovanni Pacor, ha scritto una lettera al sindaco, Marta Vincenzi, in cui ha smentito le voci su presunti disaccordi con il sindaco. Tuttavia, Pacor e Vincenzi sembrano non essere d'accordo su tutto, in particolare sulla gestione del teatro. Pacor sostiene che la nomina di Renzo Fossati, un "direttore di staff" nominato dal sindaco Riccardo Garrone, è un'evidente forzatura dello statuto e crea problematiche nella gestione del teatro. Fossati è stato nominato con l'incarico di gestire le "risorse umane" e le "relazioni industriali" del teatro, compiti che secondo Pacor spettano al sovrintendente.
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