Giuseppe Boatti, docente al Politecnico: "Milano programma a ritmi cinesi. Ma poi i cantieri restano sulla carta" Giuseppe Boatti, docente di Progettazione urbanistica al Politecnico, come giudica gli interventi previsti nellarea ex Innse? «Lassurdo che si aggiunge allassurdo. Il problema non sono i 90mila metri quadri edificabili, è che bisogna sommarli al resto. Milano sta programmando una quantità di costruzioni che nemmeno in Cina riuscirebbero a realizzare. È come versare benzina su un incendio». Su quellarea, però, cera un protocollo dintesa. E prevedibili interessi immobiliari. «Ribaltiamo la questione: riusciranno a costruire? Cè una quantità teorica di progetti per i prossimi 100 anni, sì e no ne verranno completati il 10. Io dico: dividiamo per cinque quello che si vuole costruire, allora sì che vedremo partire quei cantieri». I costruttori ci perderanno. «Affatto. Non cè mercato per i volumi che vogliono mettere in piedi. Il problema è che a Milano, unica metropoli europea, manca del tutto il governo del territorio». Larea Innse, e altre periferie industriali, vanno comunque riqualificate. Come? «Restituendo alla città quello che lindustrializzazione le aveva negato. Il verde, i parchi, i servizi, certo, e lEuropa è piena di esempi, da Londra a Parigi alla Ruhr. Ma penso soprattutto a Barcellona, che aveva quel disastro di porto e relativa tradizione urbanistica, e ora ha la spiaggia». (m. pi.)