La prospettiva: «Aumentati del 12 i visitatori dei siti minori della Campania. Indispensabile occupare i giovani» L'intervista. Il direttore dei Beni culturali: «Per salvare i nostri tesori indispensabile renderli fruibili» La sinergia tra le istituzioni pubbliche e l'impresa privata è di strategica importanza per la difesa del nostro patrimonio storico-culturale. «In Campania, poi, la collaborazione mi sembra assolutamente irrinunciabile. In una regione tanto ricca di giacimenti culturali, lo Stato non può fare da solo per avviare progetti concreti di sviluppo per un patrimonio tanto prezioso», spiega il professore Mario Resca, direttore generale del ministero per la valorizzazione dei Beni Culturali. Ma perché monumenti come la Piscina Mirabilis restano chiusi, da sempre, e trascurati? «Le ragioni sono tante, i problemi si sono accumulati nel corso degli anni, anche perché lo Stato non può da solo fronteggiare le spese perla degna manutenzione di un patrimonio così importante». Nei Campi Flegrei troppi monumenti sono paralizzati... «Conosco bene, purtroppo, le difficoltà affrontate ogni giorno dalle Soprintendenze per la tutela dei beni storici di questo territorio e delle tante altre zone pi belle della Campania. D'altra parte tutela significa fruizione. Ecco perché dobbiamo cercare di far vivere i nostri monumenti». Con l'aiuto dei privati? «Certamente. Con la collaborazione preziosa delle società di gestione, degli sponsor, degli imprenditori. Non c'è altra strada da seguire per salvare i valori della nostra storia e avviare processi concreti di sviluppo economico». Ma i progetti stentano a decollare, mentre tanti giovani restano disoccupati... «Appunto. I piani di collaborazione con le Soprintendenze sempre più saranno decisivi per offrire nuovi sbocchi di lavoro ai giovani disoccupati e aprire le porte della nostra storia a fasce sempre pi consistenti di turisti e visitatori». Che fine ha fatto l'accordo dl programma sottoscritto tre anni fa dal ministero con la Regione e gli enti territoriali? «Pur fra mille difficoltà si sta tentando di attuano. Non c'è dubbio che la massima collaborazione sia indispensabile, fra le istituzioni e i gruppi privati disponibili». Il ministero fu accusato dalla Regione per il mancato decollo della Scabec. Come stanno realmente le cose? «Non posso esprimermi su aspetti che non conosco. Credo di poter escludere, tuttavia, qualsiasi responsabilità del ministero in tal senso». Chi dovrebbe impegnarsi di più per la valorizzazione del nostro patrimonio storico-culturale? «Tutti. Il problema mi sembra d'importanza primaria, ripeto. Nessun Paese al mondo ha la fortuna di avere giacimenti culturali tanto diffusi e preziosi. Sono ottimista, però: nonostante le difficoltà organizzative, nell'ultimo anno abbiamo registrato il dodici per cento in più di visitatori nei nostri musei. E anche la coscienza dell'opinione pubblica per la difesa dei beni culturali mi sembra decisamente aumentata, soprattutto fra i giovani».