L'assessore all'urbanistica Marson aveva agitato le acque dichiarando guerra agli approdi con troppo cemento Dopo le polemiche con i sindaci la Regione corregge il tiro: si deciderà insieme La strategia: aumentare i posti barca per diminuirne il prezzo FIRENZE. Dopo il ciclone Marson, sui porti la Regione lancia la rete della pace con i sindaci. «E' necessaria un'ampia concertazione tra enti locali, forze sociali, economiche e associazioni», sostiene l'assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao. Per capire il senso politico della nota di Ceccobao in cui c'è solo una notizia - l'istituzione di un'Authority per i porti, come vedremo più avanti -, occorre fare un passo indietro. Ciclone Marson. Esattamente ad un mese fa, quando l'assessore all'urbanistica Anna Marson anticipò al Tirreno l'intenzione di modificare il master plan sui porti dell'ex assessore Riccardo Conti: «Più posti barca, ma meno cemento e costi più bassi per una clientela medio-bassa», spiegò l'assessore. Apriti cielo. Il sindaco di Piombino Gianni Anselmi replicò duro: «Io voglio costruire un porto per mega yacht». E Matteo Tortolini, responsabile ambiente e infrastrutture nella segreteria regionale del Pd, tuonò: «Nel nostro programma non c'è scritto niente di quanto affermato dall'assessore Marson e quindi si pone una questione democratica: i programmi si possono cambiare, ma attraverso il confronto». Sindaci contro. Ecco la parola chiave: confronto, concertazione, sedersi attorno ad un tavolo. Questo chiedono i sindaci alla Regione. Questo imputano alla Marson: di passare sopra la loro testa. Di preferire le interviste effervescenti alle noiose concertazioni. In realtà il dissidio tra la Marson e (alcuni) sindaci e una parte del Pd non è solo di metodo, ma soprattutto di sostanza. La linea Rossi-Marson di stop al cemento non piace. Boccone amaro. Indigesto. Enrico Rossi, presidente della giunta regionale, dà un colpo al cerchio e un altro alla botte. Sul merito difende la Marson. Sul metodo suggerisce al suo assessore un cambio di rotta: meno annunci mediatici e più incontri con i sindaci. Ecco allora che, alla ripresa di settembre, l'assessore Ceccobao traduce in una nota la linea del governatore. Ceccobao sostiene Anna. Ceccobao è d'accordo con Anna Marson. «E' necessario realizzare e concepire i porti turistici come parte integrante della città, una sorta di'piazza della città sul mare, sviluppando la piccola nautica per consentire a tutti il diritto al mare, attraverso scivoli pubblici, accessibilità pubblica al porto, banchine per disabili, nonché migliorare la compatibilità del porto nei suoi aspetti più impattanti. Oggi, in Toscana, rispetto alla media nazionale, i costi di locazione annuale nei porti turistici sono più alti che altrove. Un numero maggiore di posti barca avrebbe un'azione calmierante sui prezzi», spiega Ceccobao. La linea è questa: più porti, meno cemento, nautica anche per chi «ha piccole barche da 20mila euro». Però - ecco la novità - questa linea va discussa, concertata anche con i sindaci. Le modifiche al master plan dei porti non può passare sopra le loro teste. Una Authority per i porti. Ceccobao ha annunciato anche l'idea di una legge «per creare una Authority per i porti di interesse regionale». L'obiettivo è la valorizzazione dell'intero sistema, e l'Authority «sarà fondamentale per essere più incisivi negli interventi sulle attività portuali, ed essere più tempestivi per la nautica ed il mare», ossia far sì che la Regione Toscana possa sviluppare «il suo ruolo di spinta innovativa verso progetti di nuovi porti che costituiscano un chiaro elemento di sviluppo regionale e locale», ha concluso l'assessore Ceccobao.