Mentre si cercano energie alternative e rinnovabili per salvare l'ambiente, Sgarbi autorizza le ricerche di petrolio in provincia di Trapani. A sostegno della sua tesi ha invitato a Salemi lo scienziato Kutchorev: "La presenza degli idrocarburi è ancora enorme e inesauribile". Venerdi 10 Settembre 2010 - Dal territorio Che Vittorio Sgarbi vada controtendenza non è una novità: anche adesso, in un momento in cui si moltiplicano i disastri ambientali causati da incidenti a piattaforme petrolifere e si ripongono speranze nelle energie rinnovabili per salvare l'ambiente, lui - il sindaco di Salemi (Trapani) - decide di puntare sul petrolio. Non è passato molto tempo da quando Legambiente ha diffuso i dati di uno studio dai quali risulta che quella del Mar Mediterraneo è una delle aree maggiormente a rischio a causa del petrolio, eppure Sgarbi ha deciso di autorizzare la ricerca di petrolio in provincia di Trapani, dichiarando che "un futuro all'avanguardia nell'approvvigionamento di gas metano renderebbe la Val di Mazara ricca, offrendo una risposta a quanti hanno sfigurato il paesaggio con le pale eoliche e - non paghi - vogliono ulteriormente umiliarlo con i pannelli fotovoltaici". A sostegno della sua tesi ha invitato lo scienziato russo Vladimir Kutcherov, professore al Royal Institute of Technology di Stoccolma, alla conferenza che si è svolta questa mattina nei saloni del castello normanno svevo, dal titolo "La minaccia all'integrità del paesaggio e le energie rinnovabili". Kutchorev è infatti autore di una teoria secondo cui "il magma della profondità della terra reagisce con l'idrogeno generando idrocarburi. Come dimostrato dai test, in condizioni estreme di calore e di pressione, ossidi di ferro, carbonato di calcio e acqua si convertono in metano". Basterebbe quindi identificare i "canali di migrazione sotto la superficie terrestre per poter trivellare con la certezza di sviluppare uno scenario nuovo per la produzione energetica del XXI secolo". Per lo scienziato russo, sole e vento "di cui tanto si favoleggia" non rappresentano una valida alternativa al petrolio; inoltre "le profezie apocalittiche sull'imminente prosciugamento dei giacimenti petroliferi sono sbagliate. Proprio le rigorose indagini scientifiche sull'origine abiogenica confermano che la presenza degli idrocarburi sulla terra è ancora enorme e inesauribile".