Cultura. Allarme di Confcultura in vista delle gare per la gestione dei servizi L'aumento dei visitatori dei musei nei primi sei mesi dell'anno, grazie anche al moltiplicarsi di giornate ad ingresso gratuito, deve fare i conti con la lenta erosione dei ricavi dei servizi aggiuntivi da 43,5 milioni nel2007 a 42 nel 2008 a 39,6 nel2009, collegata almeno fino al 2009 al calo dei visitatori e alla contrazione degli introiti lordi da biglietteria (106 milioni nel 2007,104 nel 2008 e 97 nel 2009). Da qui bisogna partire per comprendere l'allarme lanciato da Confcultura sulle barriere alla concorrenza presenti nei 23 bandi di gara per i servizi aggiuntivi per i principali poli museali italiani. Il Mibac dovrebbe far di tutto perché i prossimi operatori ricevano le concessioni dopo una serrata gara che porti finalmente a un sistema efficiente per le casse dei musei (come segnalato nell'articolo di lunedì scorso sul Sole 24 Ore). Ma qualche dubbio lo solleva Confcultura che il 6settembre ha inviato una lettera all'Autorità Garante per la concorrenza e del mercato per segnalare l'inefficienza dei bandi di gara che rischiano di procurare future perdite economiche per i musei. «Sono numerose le criticità anticoncorrenziali rilevate nei bandi - scrive Patrizia Asproni, presidente di Confcultura, all'Antitrust, missiva inviata a inizio agosto anche al Mibac e alle stazioni appaltanti (Soprintendenze e direzioni regionali del Mibac) - nella stima dei valori delle concessioni e nella fissazione dei requisiti economici di partecipazione disomogenei e non trasparenti e, talvolta ingiustificati». In pratica l'associazione delle imprese private che gestiscono i servizi per la valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale denuncia barriere d'ingresso nei bandi, timore già segnalato dall'Antitrust a giugno. Qualche esempio? Nelle gare per i servizi di biglietteria per la gestione dell'e-commerce è chiesta ai candidati la gestione di cinque siti web per la concessione del Polo museale di Roma, tre per quello di Firenze e nessun prerequisito per quello di Napoli. Da Confcultura l'avvocato Marcello Cardi dell'ufficio legale fa notare che: «Appare anticoncorrenziale la richiesta di gestire più di un sito web quando la capacità si misura con i volumi dell'e-commerce». Le barriere d'ingresso diventano muraglie cinesi quando si parla di servizio di assistenza didattica è richiesta un'attività continuativa nel triennio precedente in 10 istituti e luoghi di cultura a Roma (qui addirittura il prerequisito è almeno 800mila visitatori l'anno per almeno tre siti), in cinque a Firenze e tre a Pompei: perché tali sproporzioni? Ciliegina sulla torta: per il bookshop è richiesta, oltre ai soliti tre anni d'esperienza, anche la gestione in corso di una libreria! A restringere ulteriormente la concorrenza per l'affidamento del servizio di produzione editoriale e merchandising, della gestione del bookshop e della ristorazione è presentare l'attività sotto un unico marchio! Se il Mibac entro il 15 settembre, data di chiusura delle gare, non interverrà seguendo i consigli dell'Antitrust (segnalazione del 10 giugno), agli operatori non resterà che impugnare i bandi presso i giudici amministrativi di competenza. Anche perché sorge il dubbio che in caso di gare deserte o con concorrenti inadeguati il Mibac affidi alla società in house Ales, le concessioni vacanti